Humanitas - 07 luglio 2026, 10:15

Sindrome dell’intestino irritabile: cos’è, cause, alimentazione e gestione dei sintomi

La sindrome dell’intestino irritabile è un disturbo intestinale molto comune, che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita

La sindrome dell’intestino irritabile (IBS, Irritable Bowel Syndrome) è un disturbo intestinale molto comune, che può incidere in modo significativo sulla qualità della vita. Si tratta di una alterazione del funzionamento dell’intestino con sintomi che si manifestano con il cambio di stagione e soprattutto in estate.

Importante: le verdure cotte, soprattutto al vapore, risultano generalmente più tollerate rispetto a quelle crude.

Frutta

Alcuni frutti possono favorire la fermentazione intestinale e aumentare il gonfiore. In genere:

  • mele e pere possono essere meno tollerate
  • agrumi, fragole e mirtilli risultano più leggeri.
Cereali e farine

Alcuni cereali, come frumento, farro e orzo, possono risultare più difficili da digerire. Spesso sono meglio tollerate alternative come:

  • avena
  • quinoa
  • grano saraceno
  • segale

Anche in questo caso, la risposta è individuale.

Dieta low FODMAP

In alcuni casi, lo specialista può consigliare una dieta a basso contenuto di FODMAP (low FODMAP), cioè zuccheri fermentabili che possono causare gonfiore e disturbi.

Si tratta di un approccio temporaneo, guidato dal nutrizionista e da personalizzare. La FODMAP non è una strategia alimentare adatta a tutti e non va protratta per lunghi periodi di tempo.

Caffè

Il caffè può stimolare l’intestino, ma anche irritarlo. Per questo è consigliabile non superare 2–3 tazzine al giorno, evitarlo a digiuno. Anche a colazione, meglio prendere il caffè dopo aver mangiato.

Si tratta di raccomandazioni generali che, sulla base dei sintomi, delle abitudini alimentari e dello stile di vita della persona, vengono sempre personalizzate durante la consulenza con il nutrizionista.

I.P.