La parola fine è stata finalmente scritta sopra una delle ferite più aperte e dolorose di Borgo Vittoria. Questa mattina, 8 settembre 2026, sono scattate le operazioni di sgombero e contestuale abbattimento dell'ex bocciofila al civico 204 di via Sospello. Un tempo storico punto di aggregazione del quartiere, l'immobile dismesso si era trasformato poco alla volta in una vera e propria bomba sociale e sanitaria a cielo aperto, intrappolata tra occupazioni abusive, roghi tossici e spaccio a ogni ora del giorno.
L'intervento drastico, fortemente sollecitato dalla Circoscrizione 5, pone termine a una condizione insostenibile che costringeva i residenti a vivere barricati in casa.
Lo sgombero
Il blitz per lo sgombero ha visto in azione gli agenti della Polizia Locale insieme al personale e ai mezzi di Amiat per la contestuale bonifica. All'interno della struttura, a due passi dalla stazione Rebaudengo, sono state trovate due persone. A entrambe le unità sul posto hanno offerto un accompagnamento immediato verso strutture di accoglienza idonee e sicure, ma gli occupanti hanno rifiutato l'assistenza.
Con il loro allontanamento si sono aperte le manovre per la demolizione della struttura, ponendo fine a un insediamento diventato negli anni un fortino di illegalità dove gli abitanti dovevano fare i conti con fumi neri, odori nauseabondi dovuti alle plastiche bruciate e persino minacce e lanci di oggetti a chi provava a documentare il degrado.
I tentativi falliti e la svolta per il verde pubblico
La decisione di radere al suolo l'immobile arriva dopo un lungo percorso di tentativi andati a vuoto. Come spiegato dal presidente del centro civico, Alfredo Correnti, "abbiamo provato più volte ad assegnarla ma nessuna associazione si è mai presentata. A questo punto ben venga lo sgombero che pone fine a una situazione di degrado più volte rimarcata dai nostri uffici".
"Come coordinatrice allo Sport - aggiunge Silvia Acquaro -, conosco bene il disagio che quel rudere ha causato al quartiere in questi anni. Purtroppo, l’abbandono prolungato ha lasciato spazio ad occupazioni abusive e degrado". Nonostante i continui interventi delle Forze dell’Ordine, nel tempo i locali sono stati completamente devastati, con impianti distrutti, infissi sradicati e persino roghi interni. "Di fronte a danni di tale entità, nessun soggetto si è reso disponibile a sostenere gli ingenti costi di ristrutturazione. La nostra priorità assoluta resta la tutela e la sicurezza dei residenti che per troppo tempo hanno vissuto con il timore anche solo di passare lì davanti. Per questo motivo abbiamo deciso che l’unica strada percorribile fosse l’abbattimento della struttura" concludono Correnti e Acquaro.
"Negli anni - precisa il coordinatore al Verde, Giorgio Tassone -, abbiamo promosso diverse interlocuzioni con le associazioni del territorio per tentarne l'assegnazione. Tuttavia, l'entità degli investimenti economici necessari per la ristrutturazione si è rivelata insostenibile per il mondo del terzo settore. A fronte delle scarse risorse finanziarie direttamente assegnate alla nostra Circoscrizione, abbiamo quindi chiesto un intervento economico straordinario alla Città di Torino. Il Comune, una volta presa in carico direttamente la struttura, ha riscontrato le medesime criticità operative ed economiche, accogliendo infine la nostra proposta: procedere con l’abbattimento dell'immobile ormai compromesso per restituire ai cittadini uno spazio verde pubblico decoroso, sicuro e fruibile".