Provincia - 19 settembre 2026, 15:49

Scrisse dal campo di concentramento, la nipote riceve la lettera del nonno con 80 anni di ritardo

Iniziativa del Comune e dell'Anei: oltre 200 le cartoline dimenticate che presto ritroveranno i discendenti degli Imi

Lo spettacolo "Lettere di un Internato Militare Italiano"

Verrà consegnata pubblicamente domenica 20 settembre alle 17 nel piazzale del cimitero di Alpignano la prima di una serie di lettere scritte dai campi di concentramento nazisti e mai giunte a destinazione, recentemente ritrovate e restituite alla memoria collettiva. Il documento appartiene a Luigi Borsa, nato il 23 febbraio 1915 a Villadeati, in provincia di Alessandria. Studente di ingegneria e arruolato nel Genio Militare, Borsa fu catturato dai tedeschi a Scutari, in Albania, all'indomani dell'8 settembre 1943. Deportato in Germania come Internato Militare Italiano, trascorse la prigionia attraverso i campi di Bremervörde X B, Amburgo, Nienburg ed Helminghausen (5599). A ritirare la preziosa testimonianza storica ed umana sarà la nipote, Maria Chiara Borsa, a cui verrà consegnata la lettera scritta dal nonno per mano del sindaco di Alpignano Steven Palmieri e dell'Assessora Chiara Priante.

L'iniziativa, organizzata dall’Assessorato ad Antifascismo, Resistenza e Costituzione, si inserisce nell'ambito del progetto "La posta torna a casa", ideato da Alessandro Campo per rintracciare e consegnare lettere e cartoline ai discendenti degli IMI reclusi nei lager nazisti tra l'ottobre 1943 e la primavera del 1945. Alla ricerca delle famiglie e alla consegna della corrispondenza dopo oltre ottant'anni partecipano diverse realtà associative. In Piemonte ha risposto con forza l'ANEI, Associazione Nazionale Ex Internati, che attraverso l'impegno del suo segretario e dei soci più attivi ha iniziato a contattare decine di persone, arrivando ora a questa prima consegna pubblica. Ogni contatto promosso dall'ANEI suscita una profonda emozione, destinata a intensificarsi al momento della consegna materiale degli scritti. Fondata proprio a Torino da un gruppo di ex internati, l'associazione conta oggi poche decine di soci per ragioni anagrafiche, rendendo quest'occasione fondamentale per avvicinare le nuove generazioni a una realtà che fin dalle origini ha ripudiato la guerra e propugnato i valori della resistenza passiva.

Le lettere e le cartoline complessivamente individuate da restituire sono oltre 200, in tutta Italia.

Dopo la consegna, viene proposto lo spettacolo a ingresso gratuito "I.M.I. – Lettere di un Internato Militare Italiano", interpretato da Clara Bertolo, Alberto, Silvano e Luca Borgatta, giunto per l'occasione alla sua terza replica assoluta. Lo spettacolo ripercorre la vicenda dei 600 mila Internati Militari Italiani attraverso la storia personale e gli scritti di Prospero Enrico Bertolo, proponendo un racconto capace di intrecciare storia e memoria per dare voce a una delle pagine più dure e meno conosciute del Novecento.

Comunicato stampa