Attualità - 03 ottobre 2026, 15:57

Partita la marcia No Tav contro la tratta Avigliana-Orbassano: in corteo anche Appendino e Avs

Amministratori locali, giovani e No Tav guidano la protesta. Anche il presidente dell'Unione, in quota Pd. L'ex sindaca attacca: "Basta cantieri fantasma". Centro destra a gamba tesa sul campo largo torinese: "Lo Russo da che parte sta?". Avs: "Opera finanziariamente inesistente"

Bandiere No Tav al vento, ma anche fasce tricolori e gonfaloni in prima fila per la protesta che torna a farsi sentire lungo le strade della Val di Susa. A fianco dei manifestanti c'è anche l'ex sindaca di Torino Chiara Appendino, oggi parlamentare del Movimento 5 Stelle, spalla a spalla con i sindaci e gli amministratori locali del territorio, così come i rappresentanti di Avs. È partita oggi, 3 ottobre, la nuova marcia popolare del movimento No Tav, in cammino da Sant’Ambrogio verso Avigliana. A confermare il via al corteo è il messaggio di Infoaut, che descrive il gruppo eterogeno: in piazza tantissimi giovani, non solo abitanti della bassa Valle, ma anche famiglie e delegazioni giunte da Torino, oltre alla politica istituzionale. "Il tav è tornato al centro del dibattito", scrive il network di informazione indipendente e militante legato ai movimenti sociali.

​Il nodo Avigliana-Orbassano e l'ombra degli scontri estivi 

​Al centro della mobilitazione odierna c'è soprattutto il no al progetto della nuova tratta Avigliana-Orbassano: 24 chilometri di linea ferroviaria, con un imponente impatto in galleria. Per gli amministratori valsusini in prima linea, la battaglia riguarda costi e impatti ambientali di un'opera "inutile e dannosa" come l'ha definita il sindaco di Avigliana, Andrea Archinà, in un post. 



​Per il movimento si tratta del primo grande ritorno dopo le tensioni dello scorso 25 luglio, culminate in scontri e feriti. 

Un'eredità pesante che gli organizzatori e gli amministratori locali hanno voluto spazzare via, ribadendo la ferma volontà di “mantenere la manifestazione sul terreno pacifico” e prendendo le distanze da ogni episodio di violenza. 

Tav torna nel dibattito politico 

​"Basta cantieri fantasma", tuona la deputata M5S Appendino rivendicando le ragioni della piazza. “Guardate chi c'è oggi qui: sindaci con la fascia tricolore, amministratori, famiglie. A testa alta e con la coerenza e la ragione di chi già 15 anni fa denunciava i problemi della Tav Torino-Lione". Insieme a lei altri rappresentanti pentastellati come Elisa Pirro, Antonino Iaria, Sarah Disabato e Valentina Sganga: "A pochi chilometri di distanza da questi luoghi - aggiungono - giace il grande cantiere della linea 1 della Metropolitana di Torino in attesa di risorse per il completamento. Un controsenso inaccettabile". 
 
 

Avs: "Questo non è un treno, ma binario morto"

"Se fosse davvero una linea ferroviaria utile, perché mai dovremmo essere contro? Siamo ecologisti, siamo per i treni, per il trasporto pubblico, per togliere merci dai TIR. Ma se siamo qui è perché questo non è un treno. È un binario morto, un pozzo senza fondo di denaro pubblico che servirebbe a ben altro" è il commento che arriva da Marco Grimaldi, Alice Ravinale e Sara Diena in marcia con altri amministratori afferenti all'area di Alleanza Verdi Sinistra: gli assessori all'ambiente di Rivoli e Collegno, Angelo Tribolo e Roberto Bacchin, i coportavoce provinciali di Europa Verde Erica Bevilacqua e Vito Rosiello, la consigliera regionale Valentina Cera e il consigliere comunale a Torino Emanuele Busconi.

Avs contesta soprattutto il costo: 16,1 miliardi tra studi e opere, oltre i 27 con le tratte nazionali. "L'Europa in 25 anni ne ha messi 1,9, meno del 12%, e ha già dovuto revocarne i due terzi perché i lavori non esistevano. Italia 37% di copertura, Francia 8%. Non siamo nemmeno al 60% di coperture del solo tunnel: l'opera è finanziariamente inesistente. Questa non è mobilità sostenibile. È l'idea novecentesca che spostare merci più velocemente da Rotterdam a Genova salverà l'economia, mentre i pendolari tra Bussoleno e Torino viaggiano su una linea singola dell'800", aggiungono gli esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra.



Critiche dal centrodestra

Ma la presenza di Appendino e dei rappresentanti di Avs - entrambe forze politiche che gravitano nel campo largo su cui si lavora in chiave elettorale a Torino - viene usata dal fronte opposto per criticare la vicinanza a una protesta che pochi mesi fa è sfociata in scontri di stampo anarchico e antagonista.

Tranchant la presa di posizione di Pietro Di Lorenzo, responsabile del dipartimento Sicurezza di Fratelli d’Italia Torino ed ex segretario nazionale del Siap: “Oggi il  campo largo di Lo Russo  mostra il suo vero volto: il Pd e i suoi alleati manifestano insieme a chi continua a insultare i poliziotti chiamandoli servi e a chi da sempre sfrutta la protesta No Tav per aggressioni contro le Forze dell’ordine.” Ancora più netto Roberto Ravello, vice capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale: "A dettare la linea sono AVS e Cinquestelle e una parte del PD li segue. Deve essere chiaro: chi vota PD, vota i ‘signori del no’". Gli fa eco l'altra vice-capogruppo Alessandra Binzoni: "Il Piemonte e l'Italia non possono permettersi di rimanere isolati dai grandi corridoi commerciali europei per assecondare i capricci ideologici di un campo largo sempre più scollegato dalla realtà e dalle reali esigenze del nostro tessuto produttivo".

"È difficile immaginare un ossimoro politico più evidente, dichiarano il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, segretario provinciale e segretario cittadino di Forza Italia Torino. "Basta cerchiobottismo", aggiungono i due forzisti con chiaro riferimento al Pd, oggi non presente.

[Foto tratta da InfoAut]

Presente il presidente dell'Unione in quota PD

Una presenza dem alla marcia a dire il vero c'è. E a sottolinearla è il vicepresidente della Regione Maurizio Marrone. Si tratta di Pacifico Banchieri esponente del Partito Democratico, attuale sindaco di Caselette (al suo terzo mandato eletto nel 2024) e Presidente dell'Unione Montana Valle Susa. Lo stesso Banchieri aveva annunciato nei giorni scorsi la sua partecipazione: “L’Unione Montana non è un ente politico, è un ente amministrativo, fatto di sindaci che hanno anche colori diversi, quindi noi partecipiamo come abbiamo sempre partecipato alle manifestazioni contro un’opera che non condividiamo”.

E a pungolare ci pensa Marrone: "Tutti orgogliosi a sfilare tra le bandiere No Tav al fianco di Askatasuna nessuno potrà più negare che in caso di vittoria elettorale del campo largo ci aspetterebbe un'Italia senza TAV e in mano ai centri sociali antagonisti".