Un pomeriggio di sport e passione per il campionato di Terza Categoria (Girone B della Delegazione di Torino), si è trasformato in una pagina buia per il calcio dilettantistico locale. La sfida tra il Nichelino U21 e il San Remigio è stata definitivamente interrotta dal direttore di gara intorno al 30° minuto della ripresa, sul punteggio di 2-1 per i padroni di casa, a causa del clima di forte tensione creatosi sugli spalti.
Il primo stop: parapiglia sulle tribune
Le prime avvisaglie di una giornata difficile si sono avute al 43° minuto della prima frazione di gioco. Mentre la squadra di casa si apprestava a battere un calcio d'angolo, l'arbitro è stato costretto a interrompere l'esecuzione per sedare le animosità provenienti dalla tribuna.
Secondo quanto ricostruito, un diverbio verbale è sfociato in un acceso scontro causato da insulti (anche a sfondo razziale, secondo i dirigenti ospiti) indirizzati da uno spettatore verso un tesserato del San Remigio, Oumar Keita, guineano di anni 27, che assisteva alla gara dagli spalti. Il gioco è rimasto fermo per circa dieci minuti prima che la situazione tornasse alla normalità, consentendo la ripresa del match.
Il gol annullato e la decisione di interrompere la gara
La situazione è poi precipitata definitivamente al 31° della ripresa. A seguito di un calcio di punizione in favore del Nichelino, la rete segnata dai padroni di casa è stata prontamente annullata dall'arbitro per un precedente fallo commesso ai danni del portiere ospite. La decisione ha scatenato la reazione rabbiosa di una parte della tribuna, che ha iniziato a bersagliare il direttore di gara con pesanti offese personali.
Contemporaneamente, si sono registrati nuovi e reiterati insulti discriminatori verso un calciatore in campo del San Remigio. Constatata l'assenza delle condizioni psicologiche e ambientali necessarie per garantire la sicurezza e il regolare svolgimento dell'incontro, l'arbitro ha decretato la sospensione anticipata del match.
Dalla solidarietà tra club alla denuncia dell'Aila
Una vicenda amara che ha lasciato sgomento tra i dirigenti e i tesserati presenti, tra cui molti bambini in tribuna rimasti scossi dall'accaduto. Profondo rammamico per Hamid El Fatihi, capitano e dirigente del San Remigio. "Dispiace tantissimo per quello che è successo domenica - precisa -, ma sottolineo come molti calciatori e la dirigenza avversaria ci abbiano subito offerto parole di conforto e vicinanza".
Sulla vicenda è intervenuto anche Davide Schirru, dell'Aila (Associazione Italiana Lotta agli Abusi), che ha voluto richiamare l'attenzione sul valore educativo dello sport: "In attesa del referto, resta chiaro come certi episodi riaprano il tema dell'esempio negativo dato sui campi di periferia da soggetti che usano lo sport per dare sfogo al meglio di sé, invece di considerarlo uno strumento di integrazione e socializzazione".
Si attende ora la delibera ufficiale del Giudice Sportivo, prevista con il comunicato di giovedì, per conoscere i provvedimenti disciplinari ed eventuali sanzioni.