Lo scorso 15 ottobre all'interno dell'area delle ex piscine Sempione è stato trovato senza vita il corpo di Andrea. Il 30enne, ex operaio e tifoso del Toro, aveva perso il lavoro ed era caduto nel tunnel della dipendenza da crack. Mercoledì sera un gruppo di residenti, con l'appoggio della Circoscrizione 6, ha dato il via ad un sit-in all'angolo con via Boccherini, denunciando con forza i problemi dell'area: fuochi accesi, bivacchi, spaccio e prostituzione.
"Intervento massiccio"
Sono queste due delle immagini più recenti che arrivano dal parco Sempione, una delle aree più complicate della città sotto il profilo della sicurezza, diventato rifugio per sbandati e tossici. E proprio su quest'area Luigi Ciotti chiede "un intervento massiccio". L'occasione è l'Assemblea Nazionale della Rete Elide - Enti Locali per una politica innovativa sulle droghe, in programma questa mattina in Sala Carpanini.
Al centro della giornata di confronto il tema "Consumi psicoattivi: quale ruolo per le città?", approfondito attraverso quattro panel dedicati alle politiche locali di prevenzione, riduzione del danno, inclusione e salute pubblica. Per il fondatore del Gruppo Abele al parco Sempione è necessario creare un "luogo sicuro, per dare una mano a quelle persone che si sbattono lì: il primo approccio è indispensabile, serve uno spazio per tutelare le persone".
Spazio sicuro
Attualmente uno o due volte a settimana c'è un passaggio degli operatori delle Asl, insieme a quelli del privato-sociale. Un intervento però che per Ciotti andrebbe rafforzato. L'obiettivo dovrebbe essere creare uno spazio dove persone formate forniscano materiale sterile ai tossici - come siringhe, pipette e preservativi, oltre a dare informazioni sul consumo sicuro di droga. Una "stanza del buco", come viene spesso chiamata in modo dispregiativo, ma non solo.
Il commento
Dopo questo primo aggancio su beni primari, si deve instaurare un rapporto con chi consuma droga con l'obiettivo di farlo uscire dalla dipendenza. E sul tema è intervenuto anche il sindaco Stefano Lo Russo. "Viviamo in un momento - ha detto - in cui le fragilità e marginalità, anziché essere comprese, vengono criminalizzate".
"Noi - ha proseguito il primo cittadino - non ci arrendiamo a queste logiche di criminalizzazione, di chi cerca il consenso facile attorno a questi temi: portiamo avanti un'operazione di resistenza. Le Città Metropolitane sono in prima linea in questo dibattito".
"L'importanza delle giornate come oggi è fare rete e scambiarsi buone pratiche, riportando al centro la persona" ha concluso.