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lunedì 22 maggio 2017, 09:44

Vigilanza privata: i dipendenti SicurItalia protestano davanti alla Prefettura di Torino

I lavoratori, già in piazza a inizio maggio, lamentano un taglio negli straordinari, ma anche carichi di lavoro eccessivi

Vigilanza privata: i dipendenti SicurItalia protestano davanti alla Prefettura di Torino

Lavoratori in piazza e manifestazione davanti alla Prefettura per i dipendenti di SicurItalia spa, istituto di vigilanza privata leader nel settore, con servizi svolti anche presso realtà importanti come Lavazza, Intesa Sanpaolo e così via.

Quella di oggi è una protesta che ha radici lontane: lo sciopero precedente risale al 2 maggio, ma la rotta di collisione tra azienda e sindacati è innescata ormai da gennaio, quando si è cominciato a ragionare su un nuovo calcolo sulle ore di straordinario che così fatto comporta la decurtazione di circa 15 euro per 20 ore di straordinario, "che su un settore già ampiamente sotto pagato come la vigilanza privata - dicono i rappresentanti dei lavoratori - significa gravare ulteriormente nelle tasche dei lavoratori che fanno già fatica ad arrivare alla fine del mese".

Altro problema che le RSA di CGIL CISL UIL denunciano da tempo e che hanno portato già a diverse proteste con manifestazione sotto la prefettura (l'ultima appunto il 2 maggio dove la prefettura ha ricevuto una delegazione di lavoratori in cui la stessa si è impegnata a sollecitare la SicurItalia al rispetto delle normative vigenti che regolamentano il settore), è quello del carico di lavoro sulle pattuglie di pronto intervento, reparto che dovrebbe essere al servizio dei clienti che pagano un canone mensile per ricevere tempestivamente il controllo dei propri beni. "Spesso succede che queste pattuglie sono bloccate per svolgere aperture o chiusure di musei o altre strutture, quindi per 30, 40 e anche 50 minuti sono impossibilitate all'intervento, creando un carico di lavoro alto ai lavoratori che poi vediamo sfrecciare a tutta velocità sulle nostre strade per recuperare gli allarmi in precedenza scattati oltre alla beffa per i clienti che si vedono arrivare il controllo a seguito dell'allarme del proprio negozio o abitazione scattato dopo parecchio tempo", dicono ancora dai sindacati.

Si aggiunge a tutto questo - denunciano fortemente ancora  i sindacati -  "la gestione dell'ufficio servizi, dove la scarsa organizzazione mette sotto forte stress il personale, e visto che sono lavoratori che girano sempre armati dovrebbero essere psicologicamente sereni e in armonia con la loro vita famigliare e sociale, per essere sempre lucidi in tutte le situazioni in cui si trovano a gestire il pericolo, invece ci troviamo difronte ad un vero massacro psicologico, con turni disorganizzati violando normative e riposi giornalieri".

r.g.

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