- 14 maggio 2018, 14:06

Chiara Appendino alla presentazione del volume "Come fratelli" al Salone del libro

La prima cittadina, intervenendo in un breve discorso, ha affermato “Volevo solo ringraziarvi della presenza. Sono molto felice che siate qui presenti al SALONE. Grazie per tutto il contributo che date alla nostra città, e non solo”.

Chiara Appendino alla presentazione del volume "Come fratelli" al Salone del libro

Nel corso della terza giornata del salone del libro di Torino, si è svolta la presentazione del volume “Come fratelli. La fratellanza italo-romena a 10 anni dall'adesione all'Unione Europea”, edizioni Unicopli Milano.
Il discorso degli autori è stato onorato della  prestigiosa presenza di Chiara Appendino, sindaca di Torino. La prima cittadina, intervenendo in un breve discorso, ha affermato “Volevo solo ringraziarvi della presenza. Sono molto felice che siate qui presenti al SALONE. Grazie per tutto il contributo che date alla nostra città, e non solo”.
L’evento si è svolto nello “stand” della Romania, la cui presenza istituzionale al Salone del libro di Torino è garantita, ormai da 10 anni, dall’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia e grazie alla magistrale supervisione della professoressa Firta Maria Aurora, docente dell’università Ca’ Foscari di Venezia.
Sono intervenuti il direttore aggiunto dell’Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia, Prof. univ. dr. Cristian LUCA, autore di un accorato appello alle famiglie Romene perché mantengano in esse, viva la cultura e la lingua rumena. Un impegno che trova un valido sostegno nelle pregevoli iniziative governative Romene in proposito e dall’encomiabile impegno delle associazioni culturali Romene presenti sul territorio.
Sono seguiti i discorsi della dottoressa Violeta Raileanu (psicologa) che ha approfondito il concetto di “mimetismo culturale” della comunità Romena in Italia: una caratteristica che ha aiutato l’integrazione, ma che potrebbe portare alla “diluizione” della comunità stessa.
Infine ha parlato il professor Gianni Ferraro, docente di comunicazione, giornalista e direttore del corso di “giornalismo multimediale” all’Università di Torino, che si è detto sbalordito della sottoutilizzazione delle professionalità romene in Italia: molti ingegneri o laureati dediti ad attività a bassa specializzazione. Da questa constatazione è scaturito un breve ma dettagliato dibattito sulle difficoltà di mutuo riconoscimento dei titoli di studio negli stati europei.
Il tutto si è tenuto legato nell’avvincente cornice delle storie del libro: vicende di duro lavoro e di successo. Un filo conduttore che ha saputo tenere l’attenzione dell’uditorio per tutto il tempo a disposizione, letteralmente trascorso senza accorgersene.

rg

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