Eventi - 21 gennaio 2019, 10:08

Pino Torinese, inizia la seconda edizione del Festival "Tutto il Mondo è Paese"

Mostra fotografica sulla Bucovina "Magica Romania"

immagini di Mihai Bursuc

immagini di Mihai Bursuc

Sabato 19 gennaio, alla sede dell'Associazione organizzatrice Di tutti i colori di Pino Torinese è partita la seconda edizione del Festival Tutto il Mondo è Paese con il sostegno del Comune e del Consolato Romeno a Torino.

"Pensato sull'orlo delle migrazioni straniere, il festival propone un percorso di conoscenza delle varie culture presente sul territorio", come ha dichiarato la presidente Barbara Bordin. Con l'occasione si è inaugurata la mostra personale del fotografo romeno Catalin Urdoi, al suo debutto in Italia con una raccolta di immagini sulla regione Bucovina.

Più di cento persone hanno partecipato sabato sera all'inaugurazione della mostra, seguita da una cena tipica romena in sede dell'associazione Di tutti i colori. Tra gli invitati il vicesindaco Paolo Pelegrini, la presidente della consulta delle associazioni pinesi Maria Teresa Fissone e la console romena di via Ancona, la signora Ioana Gheorghias. Presenti alcuni rappresentanti di associazioni culturali, Aceric di Ivrea e Ovidio di Chieri, che sono proprio originari delle zone di Bucovina, come la stragrande maggioranza dei cittadini che vivono e lavorano sulle colline torinesi.

La mostra contiene una ventina di fotografie di paesaggi, usi e costumi della regione nord-orientale della Romania, alcune premiate dalla rivista National Geographic. I quadri saranno esposti alla sede dell'associazione in via Molina 16 fino a fine febbraio.

Il fotografo romeno Catalin Urdoi, arrivato sabato dalla Bucovina, già stato 15 anni fa a Torino mentre lavorava per una nota compagnia di trasporti delle persone.  "Per me l'Italia è un museo all'aperto. Offre tantissime storie. Conosco l'Italia in proporzione di 90% e ogni regione offre qualcosa di speciale. Sono innamorato della cucina italiana e anche della sua geografia, il passaggio dalla montagna al mare e viceversa è stupendo! Quello che mi è piaciuto di più a Pino Torinese è stato vedere fratelli romeni insieme a fratelli italiani in una particolare simbiosi che alcuni anni fa era inimmaginabile. Sono contento di vedere romeni che vivono tranquilli con gli italiani. Insieme possiamo migliorare il mondo", ha dichiarato il giovane fotografo.

Cosa significa la fotografia per Catalin Urdoi? E come ha cominciato a dedicarsi a questo ambito? "E' stato un po' per caso, cinque anni fa, ho comprato una macchina fotografica e ho iniziato a imparare da solo. Sono un autodidatta. Ho studiato composizione della fotografia nelle fresche rinascimentali a Roma. Poi questo microbo è diventato uno stille di vita. Mi definisce come persona. Ho iniziato essere attento ai dettagli, alla natura, alle persone che passano attorno a noi".

Già conosciuto in Romania e al estero, autore di vari album sulla Bucovina e insignito di premi, alcune di sue fotografie sono state scelte dalla nota rivista National Geographic. Quali sono i progetti per l'anno 2019 di Catalin Urdoi? "Sono molto attivo con il mio lavoro nelle campagne umanitari. È importante che attraverso un messaggio visuale riusciamo cambiare la vita delle persone. Dobbiamo provare ad aiutare gli altri meno fortunati, portare di fronte all'opinione pubblica casi che hanno bisogno della nostra attenzione. Spero di riuscire a promuovere ancora la mia terra Bucovina e la Romania. In Italia sono già stato contattato da varie persone e probabilmente sarò presente con altre mostre".

"La comunità romena di Torino, che è la più numerosa in Italia, mostra una grande apertura per le mie fotografie che mostrano immagini famigliari della loro vita romena".

Mihai Bursuc

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