Basket - 07 novembre 2016, 18:31

Dopo Ragusa Spanu carica la Fixi Piramis Torino: "Ora dobbiamo iniziare a vincere"

La squadra torinese ha affrontato tutte le big del campionato nelle prime 4 trasferte: "La squadra ha dimostrato di esserci, ma quando giochi contro certe formazioni è difficile non concedere qualcosa. A Ragusa ci è mancata la freddezza, ma ora dobbiamo cominciare a vincere per salvarci"

Dopo Ragusa Spanu carica la Fixi Piramis Torino: "Ora dobbiamo iniziare a vincere"

È ancora senza voce coach Marco Spanu, ventiquattro ore dopo la partita persa a Ragusa contro una delle quattro big della Serie A1 femminile. Una gara nella quale la Fixi Piramis Torino ha messo in difficoltà le siciliane, sorprendendole con un ottimo inizio, subendone il ritorno, ma spaventandole nuovamente arrivando punto a punto nel finale, dove è stata poi costretta a cedere.  

Buon pomeriggio coach Spanu. Ieri è arrivata una sconfitta a Ragusa contro una squadra di alto livello, nella quale però avete giocato alla pari.
«Loro hanno giocatrici di primissimo livello, tanto che in Supercoppa hanno perso soltanto di un punto a Schio. Le mie ragazze sono state brave a restare unite e compatte per tutta la partita, trovare la forza di riavvicinarsi dopo essere andate sotto, arrivando fino a -3. La squadra ha dimostrato di esserci, soprattutto all’inizio quando siamo andate sopra. Certo, poi quando giochi contro queste grandi squadre, è difficile non subire il loro ritorno e concedere qualcosa».  

Rispetto a Schio la squadra ha avuto la capacità di reagire.
«A Ragusa si è vista una partita completamente diversa, perché all’inizio abbiamo anche condotto andando sopra nel punteggio, prima di subire il loro ritorno. A Schio siamo andate subito sotto e abbiamo quindi smesso di giocare, così loro ci hanno dato anche una lezione pesante che non dimenticheremo. Quella di ieri è stata una partita dura per noi e per le ragusane, che ci hanno fatto anche i complimenti al termine del match, hanno ruotato molte giocatrici e giocato fino alla fine per portarla a casa».  

A un certo punto il match era tornato apertissimo: penso anche ai due liberi sbagliati dalla Bruner sul -6, che vi avrebbero potuto riportare a -4 con 2 minuti da giocare.
«Non dimentichiamoci che dopo il secondo errore abbiamo preso per ben due volte il rimbalzo, ma senza realizzare, ci è mancata la freddezza. Poi sul cambio di fronte loro hanno messo una tripla con Spreafico, arrivata quando il tempo era già scaduto. Ce ne siamo accorti rivedendo il video della gara, ma purtroppo gli arbitri non avevano l’istant replay. Quel -9 ci ha tagliato le gambe».

Avete affrontato le quattro big lontano dal PalaEinaudi nelle prime quattro giornate: ora inizia un altro campionato?
«Sabato affronteremo la quinta big, perché per non farci mancare nulla ospiteremo San Martino, che è la squadra rivelazione del torneo. Giocheremo in casa, quindi vogliamo vincere e aggredire da subito le nostre avversarie, perché dobbiamo fare bene davanti ai nostri tifosi, che non vediamo ormai da due settimane. Da questo momento dobbiamo iniziare a vincere, anche se saranno tutte partite difficili, ma dobbiamo cominciare a fare punteggio pieno per salvarci il più velocemente possibile. È un campionato difficile e interessante, fin qui abbiamo vinto le gare che dovevamo vincere e fatto bene nelle altre con squadre di caratura migliore».  

Alla vigilia del campionato ci diceva che avrebbe voluto lo scalpo di una big. Dopo averle affrontate in trasferta, ritiene che possiate fare un colpo nel girone di ritorno?
«Lo pensavo alla viglia e lo confermo ora: possiamo battere una big e ci proveremo nel girone di ritorno. In questo momento non eravamo ancora pronte e lo dimostra anche la sfida di ieri, perché in alcune situazioni siamo state un po’ ingenue. Credo che a ritorno ce la giocheremo per ottenere il risultato pieno contro una big, forse escludendo Schio, che mi sembra una squadra di un altro pianeta. Diciamo che Venezia, Lucca e Ragusa sono delle squadre fortissime, Schio è una squadra irreale per quanto è forte».

 

Giorgio Capodaglio


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