Calcio - 07 novembre 2016, 15:26

Juve, un primato a scanso di equivoci

Altro che squadra in difficoltà, come dicono alcuni. I numeri certificano la supremazia bianconera: zero pareggi, miglior difesa, qualità da vendere. E dopo la sosta c’è la possibilità di andare in fuga.

Juve, un primato a scanso di equivoci

La vittoria sul Chievo ha chiuso una settimana di polemiche e mantenuto la Juve a +4 sulla Roma, prima che Vinovo resti semideserta, per le convocazioni dei 12 nazionali di mezzo mondo che popolano la rosa di Max Allegri.

Dopo che si era discusso a lungo sulle (presunte) frasi di Buffon, gli avversari che si scansano in Italia e non in Europa, la risposta che è arrivata dal campo è stata chiara. Il Chievo non ha fatto da tappetino alla Signora, ha saputo giocarsela con coraggio fino alla fine, pareggiando il gol di Mandzukic e finendo k.o. solo per il colpo di un giocatore di grande qualità come Pjanic. Non giocherà bene questa Juve, lo si era visto già contro il Lione, ha i giocatori contati in mezzo al campo, dove Marchisio e Sturaro sono appena rientrati da lunghi infortuni, sta pagando l’assenza di Dybala, però ha talmente qualità nella sua rosa da saper sopperire con i colpi di classe dei singoli a momenti di difficoltà. Ora ci sarà da fare i conti con l’assenza del ministro della difesa Barzagli, che si aggiunge ai problemi di varia natura accusati da Bonucci e dalla salute sempre precaria di Chiellini, ma chi dietro ai tre totem può contare su un campione come Benatia (che sarebbe titolare in tutte le altre squadre della serie A) e un talentuoso ragazzo come Rugani può dormire sonni tranquilli.

Non andrà al massimo, ma la squadra di Allegri è solidissima e contro avversarie di qualità molto inferiore non sbaglia. I numeri danno ragione alla Juve: dopo dodici giornate ha vinto dieci volte e se è vero come sostiene Carletto Mazzone che nel calcio dei tre punti il pareggio è una mezza sconfitta, non aver mai conosciuto il segno X non è un grosso problema. Le uniche due sconfitte sono arrivate a San Siro, in gare che se rigiocate altre otto volte forse la Juve non perderebbe mai, per il resto la truppa di Allegri ha fatto percorso netto. E’ l’unica squadra ancora sotto la doppia cifra in fatto di gol subiti e negli ultimi dieci anni, ben nove volte chi ha avuto la difesa meno battuta ha vinto sempre lo scudetto.

E a chi critica Allegri, ricordando che a questo punto della stagione la Juve di Conte aveva un punto in più e che la prima dello stesso Allegri aveva 31 punti contro i 30 di questo campionato, viene facile rispondere che si tratta di sottigliezze. Un anno fa a quest’epoca i bianconeri erano in grave ritardo, avendo appena conquistato contro Toro ed Empoli le prime due vittorie consecutive, poi sappiamo bene come è andata a finire. Dopo la sosta la Juve ha la possibilità di andare (forse) definitivamente in fuga, visto che riprenderà ospitando allo Stadium un Pescara in caduta libera, mentre la Roma sarà di scena a Bergamo contro un’Atalanta in grande salute e il Milan testerà l’Inter del nuovo corso in un derby che da sempre sfugge da ogni pronostico. Se la sera del 20 novembre i bianconeri dovessero trovarsi a + 6 o addirittura a +7 sul secondo posto avrebbero un margine di vantaggio mai avuto a questo punto in nessuno dei cinque campionati vinti consecutivamente. E allora Dybala e compagni potrebbero dedicarsi completamente alla Champions, dove comunque la qualificazione agli ottavi è già largamente prenotata e il primo posto oggi occupato dal Siviglia ancora raggiungibile. E questa sarebbe una squadra in difficoltà, come sostengono i detrattori?

 

Massimo De Marzi

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