Eventi - 28 maggio 2017, 10:00

Torino, lunedì si presenta il libro Bambini in fuga

Il volume, scritto da Mirella Serri, racconta la storia vera di un gruppo di giovanissimi ebrei braccati da nazisti e dai fondamentalisti islamici e degli eroi italiani che li sottrassero alla Shoah.

Torino, lunedì si presenta il libro Bambini in fuga

Tornano a Palazzo Dal Pozzo della Cisterna gli appuntamenti culturali con il Centro Pannunzio. Lunedì 29 maggio alle 18 nella Sala Consiglieri della sede della Città Metropolitana di Torino, in via Maria Vittoria 12, Mirella Serri presenterà il suo ultimo libro, “Bambini in fuga”, che racconta la storia vera di un gruppo di giovanissimi ebrei braccati da nazisti e dai fondamentalisti islamici e degli eroi italiani che li sottrassero alla Shoah.
La presentazione del libro, uscito per i tipi della Longanesi, è patrocinata dalla Città Metropolitana. L’incontro sarà introdotto dal professor Pier Franco Quaglieni, direttore generale del Centro Pannunzio. Interverrà il presidente della Comunità ebraica di Torino, professor Dario Disegni.
Per sottrarsi alle persecuzioni naziste dopo aver perso i genitori nei campi di sterminio, settantatré giovanissimi ebrei, tra i sei e i diciassette anni, attraversarono la Germania e la Slovenia e riuscirono ad arrivare in Italia, a Nonantola, un paese in provincia di Modena. Qui, a dispetto del fascismo e delle campagne razziali, l’intera popolazione si mobilitò per aiutarli, offrendo loro protezione per un anno intero.

Ma l’8 settembre del 1943 la situazione precipitò: Nonantola venne occupata dai nazisti e i ragazzi dovettero essere messi in salvo in fretta e tenuti nascosti, con la speranza di farli espatriare in Svizzera. Ripercorrendo la storia rocambolesca dei ragazzini in fuga dal Terzo Reich, Mirella Serri riporta alla luce anche il segreto e tenace lavorio di un personaggio poco conosciuto ma centrale nella Shoah: il gran Muftī di Gerusalemme, Amīn al-Ḥusaynī, esponente dell’islamismo più radicale. Da Berlino, dove si era rifugiato lavorando a fianco di Hitler e di Eichmann, al-Ḥusaynī cercò in ogni modo di bloccare l’espatrio e la salvezza degli ebrei, inclusi i ragazzi che si rifugiarono a Nonantola, arrivando perfino a costituire una divisione autonoma di SS musulmane nei Balcani, per precludere agli ebrei l’ultima via di scampo. Quella dei ragazzi di Nonantola e dei loro salvatori è una storia di eroi dimenticati o trascurati, una storia di ribellione corale alle dittature, una storia tutta italiana e al tempo stesso universale di generosità e di profonda umanità, in una lotta contro il male che si rivela, con altri volti e altri nomi, drammaticamente attuale.

 

c.s.

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