Oltre 60 milioni di Euro di finanziamenti, 30 progetti Europei di cui la metà gestiti in qualità di Coordinatore, 200 collaboratori nel corso degli anni (con una media di 40 l’anno), di cui il 20% stranieri, molti dei quali oggi impegnati in importanti organizzazioni internazionali, serre e laboratori all'avanguardia, “macchine del tempo” per studiare gli effetti dei cambiamenti climatici sull'agricoltura, collaborazioni e progetti in Cina, India, Nord-Africa: questo in estrema sintesi è Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione in campo agro-ambientale ed agro-alimentare dell’Università di Torino, con sede nel campus di Grugliasco, nato dall’idea di Angelo Garibaldi e Maria Lodovica Gullino, che tuttora ne sono rispettivamente il Presidente ed il Direttore e che questa mattina ha festeggiato con la tradizionale giornata A Porte Aperte i quindici anni di attività.
Ospiti d’eccezione dell’evento, che ha avuto luogo alle 11 presso il Campus Universitario di Grugliasco, I Moderni, la band finalista della V Edizione del talent X Factor. Una scelta coerente per un Centro che fin dalla sua costituzione ha puntato sul talento di giovani ricercatori e che ha fatto della capacità di innovazione il proprio punto di forza.
Era il 2002 quando venne proposta all’l’Università di Torino la costituzione di un Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale. L’impostazione del Centro, che fu battezzato Agroinnova, ricalcava quella di Centri simili sviluppati alla fine del 1900 in alcuni Paesi europei (in particolare in Svizzera) raccogliendo le competenze di ricercatori pubblici e privati, italiani e stranieri, non solo nell’ambito della ricerca, ma anche del trasferimento tecnologico e della formazione permanente.
Fin dall’inizio l’attenzione del Centro si è focalizzata sul rapporto con le imprese. In particolare il Centro di Saggio e, in seguito, il Centro diagnostico e quello sulla Sanità delle sementi hanno consentito di fornire alle aziende servizi innovativi, ampliando e strutturando meglio una già consolidata tradizione di attività di trasferimento tecnologico che caratterizzavano le attività dei fondatori.
Inoltre, grazie alla struttura agile di Agroinnova, alla competenza e passione del personale accuratamente scelto, alla presenza di un Comitato Scientifico internazionale di altissimo livello, è stato possibile investire, in termini di risorse umane ed economiche, nella ricerca europea, divenendo, nel nostro Paese e non solo, un esempio virtuoso di capacità di attrarre ingenti risorse su base competitiva. Lavorare in un contesto internazionale ha permesso ai ricercatori e ai giovani di costruire solide reti con centri di ricerca internazionali e con imprese italiane e straniere, di affrontare in maniera approfondita argomenti di ricerca attuali, di fornire alle imprese un utile supporto per l’innovazione e l’internazionalizzazione.
Quindici anni, quelli di Agroinnova, costellati da successi nell’ambito della ricerca europea, su base competitiva, come il progetto europeo Plantfoodsec incentrato sul delicato tema dell’agro-terrorismo, conclusosi nel gennaio dello scorso anno, che Agroinnova ha coordinato mettendo in rete 13 Partner provenienti da 8 Paesi, anche extra europei, come Stati Uniti, Turchia ed Israele e che ha dato indicazioni importanti per gestire a livello europeo eventuali introduzioni deliberate o accidentali di patogeni nelle colture dei Paesi membri; Emphasis, altro progetto europeo, finanziato nell’ambito del Programma Horizon 2020, coordinato da Agroinnova, attualmente in corso, e incentrato sul tema estremamente attuale della biosicurezza dei sistemi agricoli e della lotta contro le cosiddette specie aliene invasive, parassiti capaci di raggiungere i nostri Paesi grazie allo scambio intensivo di merci dovuto alla globalizzazione.
Ma in questi quindici anni Agroinnova non ha soltanto investito in ricerca, dedicando parte delle sue risorse alla collaborazione con le imprese, cercando di recepire e soddisfare il loro bisogno di innovazione. Ciò ha permesso al Centro di lavorare in stretta connessione con imprese italiane e straniere, diventando esso stesso un vero e proprio incubatore di idee imprenditoriali. Da Agroinnova sono derivate, infatti, due realtà imprenditoriali oggi ben avviate: nel 2009 AgriNewtech, avviato come spin-off accademico, che propone servizi e prodotti volti alla tutela delle risorse agro-ambientali, alla sicurezza alimentare e alla valorizzazione di biomasse attraverso l’utilizzo di biotecnologie applicate all’ambiente e all’agricoltura. Agrinewtech è attiva oggi soprattutto nel settore della difesa delle colture e nella valorizzazione di compost, biomasse e rifiuti per il loro ottimale impiego in agricoltura e si avvale di una selezione di microorganismi brevettati e di una metodologia di analisi all’avanguardia per la valutazione della qualità dei compost e substrati, collaborando con numerose PMI, aziende di compostaggio e aziende agricole.
Nel 2015 è la volta di Ant-Net, una vera e propria “rete” finalizzata allo scambio di conoscenze tra il mondo della ricerca e quello della produzione agricola, per meglio venire incontro alle esigenze di clienti provenienti da tutto il mondo. La pluriennale esperienza nel campo della sperimentazione e della progettazione nei settori agricolo e forestale e la capacità di interagire e instaurare rapporti di collaborazione con enti leader nella ricerca e nell’innovazione, permettono oggi ad Ant-Net di trovare soluzioni mirate ed efficienti ai problemi di natura produttiva ed ambientale, aiutando le aziende a costruire un percorso virtuoso di sostenibilità.
“La storia di Agroinnova è innanzitutto una storia di grande passione - commenta Maria Lodovica Gullino. Passione per la ricerca, certo, ma anche una forte volontà di tradurre la ricerca, troppo spesso confinata nelle torri d’avorio universitarie, in risultati utilizzabili dalle imprese per migliorare la qualità dei propri processi e dei propri prodotti. Passione che abbiamo sempre cercato di trasferire ai giovani, formandoli in modo da garantire loro per quanto possibile, un futuro professionale fatto di soddisfazioni, in Italia o all’estero. Agroinnova è anche la dimostrazione che anche nel nostro Paese si può essere efficaci ed efficienti, soprattutto quando ci si confronta in ambito internazionale in contesti nei quali sono i risultati a parlare prima di ogni cosa”.
“In Agroinnova abbiamo sempre cercato di dare spazio a chi avesse voglia di fare e imparare, muoversi, viaggiare, conoscere realtà nuove - aggiunge Angelo Garibaldi. Abbiamo sempre lavorato a testa bassa perché i progetti che presentavamo, ad esempio in ambito Europeo, superassero la difficile selezione sulla base di contenuti e proposte di adeguato livello e ci siamo riusciti, tanto che possiamo vantare una percentuale di successo rispetto ai progetti presentati che supera il 40% contro una media italiana del 5%. Non solo, nei suoi quindici anni di vita, grazie all’intensa attività di laboratorio condotta con pazienza ogni giorno e all’attenzione ai problemi pratici, ha segnalato, spesso per la prima volta a livello mondiale, più di duecento nuovi parassiti dando un importante contributo nella tutela del patrimonio agricolo e forestale”.
Ma Agroinnova, per sua natura, non ama guardare troppo al passato, seppure ricco di soddisfazioni, e preferisce, invece, immaginare il futuro. Un futuro che dovrà certamente in parte fondarsi sul passato, su quanto realizzato in questi anni, ma che deve per forza di cose spingersi oltre. Con una visione sempre molto internazionale, ma anche con grande attenzione al nostro territorio, ampliando le già solide e ampie reti e puntando a collaborazioni multidisciplinari. Mai come in questo momento la salute delle piante è riconosciuta come la base della salute del nostro pianeta. I temi di ricerca affrontati da Agroinnova sono, pertanto quanto mai attuali e capaci di attrarre investimenti. E anche per il futuro alla base di tutto ci dovranno essere molta passione e motivazione. E giovani desiderosi di mettersi in gioco.




