Torino è la citta scelta per ospitare la nuova tappa del Roadshow dal titolo "Italia per le Imprese, con le PMI verso i mercati esteri". L'evento, organizzato dall'ICE-Agenzia in concerto con l'Unione Industriale di Torino, partner locale, è finalizzato a promuovere l'internazionalizzazione delle imprese piemontesi nei mercati globali. "L'export cresce nonostante un mercato instabile", ha affermato Giuseppina De Santis, assessore regionale alle attività produttive: "Il Piemonte è una grande regione manifatturiera ma una piccola realtà nello scenario globale. Dobbiamo lavorare in una cornice nazionale. Vanno progettati strumenti di internazionalizzazione complementari a quelli nazionali, no a inutili duplicazioni".
Negativo il dato relativo all'export della provincia di Torino per il 2016, che registra un -6,2%, in un quadro regionale che segna a sua volta una flessione pari al -3%. Si affermano come settori di punta quelli legati all'automotive. Degli oltre 44 miliardi di export regionale nel 2016, 10 sono riconducibili ad autoveicoli e componenti, subito seguiti dalla filiera meccanica e della gomma plastica. Il settore agroalimentare, vitivinicolo, l'oreficeria gioielleria e l'abbigliamento, oltre alla chimica e farmaceutica, registrano a loro volta risultati positivi.
"Il Piemonte rappresenta il 25% del saldo commerciale attivo italiano", ha detto Michele Scannavino, Presidente ICE-Agenzia, che ha lanciato un monito alle imprese presenti: "Usateci. Sfruttate al meglio questa giornata, è un'occasione di crescita importante".
Esponenti delle Istituzioni, nazionali e locali, sono stati invitati a offrire una panoramica sull'impegno congiunto delle istituzioni a sostegno delle imprese sui mercati globali.
"Stiamo lavorando affinché la Brexit sia il meno dolorosa possibile", è intervenuto Benedetto della Vedova, sottosegretario del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale: "Dobbiamo far ripartire la domanda interna, abbattere i costi della burocrazia, puntare sulla ricerca".
"Tuttavia, come dico spesso - ha proseguito il sottosegretario - si chiama 'made in Italy' perché dobbiamo vendere all'estero. Guardiamo all'internazionalizzazione come sfida da affrontare insieme".







