Nascosto, o meglio elegantemente discreto come Torino, in Galleria Umberto I si trova uno dei templi del profumo italiano. Perché la “Profumeria Elide” è una sorta di museo delle essenze, dove esposti come vere e proprie opere d’arte è possibile trovare bottiglie e flaconi di fragranze che non esistono più.
“Quando nel 1944”, si legge sul sito, “entrò in Galleria Umberto I per fare la commessa, Elide non avrebbe immaginato che un giorno avrebbe potuto coronare il suo sogno: essere la titolare di una profumeria. Così nel 1958 acquista la licenza e diventa a tutti gli effetti un’imprenditrice”.
Gli anni passano e nel 1976 la profumeria raddoppia il suo spazio di vendita. Nel 1992 Elide scompare, ma a raccogliere la tradizione e mandare avanti ancora oggi l’attività è il figlio Gianni Bertetti.
Un professionista cresciuto sin da piccolo in questo mondo, ma soprattutto sul campo, come racconta lui stesso. “A 17 anni cenai,”-spiega -“insieme a mia madre ed altri concessionari, con Estèe Lauder. All’epoca era normale incontrare i direttore dei grandi nomi della profumeria, da Revlon a Helena Rubinstein”.
Una volta i profumi erano però ancora considerati un prodotto di lusso e, a differenza di oggi. Le case non lanciavano un prodotto una volta l’anno: le fragranze duravano per decenni, a volte anche per sempre, non solo il tempo di una stagione.
Da “Elide” si possono trovare essenze da tutto il mondo, molte anche dall’Italia come “Acqua dell’Elba”, “Acqua di Genova” ed “Eolie Parfums”. “La profumeria”, commenta Gianni, “è mondiale. La più equilibrata è la francese, ma negli ultimi anni si stanno affermando le essenze arabe”. E collezionisti ed appassionati da tutto il mondo vengono in Galleria Umberto I per vedere, scoprire ed annusare “il mondo” di Gianni ed Elide. Uno dei templi del profumo.









