Cronaca - 19 giugno 2018, 14:47

Parla la maestra torinese licenziata per gli insulti ai poliziotti: “Ho fatto una sciocchezza, ma togliermi il lavoro è un atto spropositato” (VIDEO)

Secondo il Ministero dell’Istruzione, l’insegnante avrebbe “consapevolmente e volontariamente” leso l’immagine della scuola

Parla la maestra torinese licenziata per gli insulti ai poliziotti: “Ho fatto una sciocchezza, ma togliermi il lavoro è un atto spropositato” (VIDEO)

Flavia Lavinia Cassaro, la maestra licenziata per avere insultato i poliziotti alla manifestazione antifascista contro il leader di Casapound Simone Di Stefano, è consapevole di aver fatto una sciocchezza.

Sa bene che le frasi urlate lo scorso febbraio contro gli agenti “vigliacchi mi fate schifo, dovete morire” sono gravi e offensive, anche se pronunciate in un contesto particolare qual è una manifestazione di piazza e, soprattutto, fuori dall’orario di lavoro. Il licenziamento in tronco notificato nei giorni scorsi dal Ministero dell’Istruzione però l’ha spiazzata.

“Se ho sbagliato è giusto che paghi - ha spiegato stamattina la maestra alla conferenza stampa organizzata dal sindacato Cub Scuola - ma togliermi il lavoro a 40 anni è un’ingiustizia, un atto spropositato. Sicuramente ho utilizzato termini offensivi in quei due minuti, ma ero esasperata, c’era stato l’episodio di Macerata e mi sembrava opportuno manifestare contro Casapound, che si ispira chiaramente al fascismo. Ora spero che la decisione venga rivista, anche se fatico a riconoscermi in questa scuola pubblica”.

Accanto all’insegnante siede Cosimo Scarinzi, coordinatore nazionale Cub Scuola. “Abbiamo sempre tenuto un profilo basso su questa vicenda, ma ora la prudenza non serve più. Si tratta di una storia gonfiata dai politici e dalle videocamere, Lavinia non è un mostro, in altre occasioni dirigenti scolastici che hanno commesso fatti più gravi sono stati puniti con meno severità. Detto ciò - continua Scarinzi - sono convinto che la pena sarà fortissimamente ridotta”.

Sulla stessa linea la coordinatrice provinciale Cub Scuola Giovanna Lo Presti. "Le frasi di Lavinia sono state forti, ma se fosse stata un medico o un metalmeccanico il caso si sarebbe chiuso li. Agli insegnanti non si può togliere la libertà d’espressione. Lavinia è antifascista e Casapound rivendica la sua affiliazione al fascismo. Era una situazione particolare, licenziarla per quello che ha detto è davvero eccessivo”.

Marco Panzarella

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