Economia e lavoro - 31 gennaio 2019, 11:00

Le scommesse in regione: il punto sulla situazione

Continua in Piemonte il dibattito sulle misure relative al contrasto dell ludopatia, che fanno discutere e accendono le polemiche tra gli addetti ai lavori, tra favorevoli e contrari.

Le scommesse in regione: il punto sulla situazione

I piemontesi e il gioco: un focus

Continua in Piemonte il dibattito sulle misure relative al contrasto dell ludopatia, che fanno discutere e accendono le polemiche tra gli addetti ai lavori, tra favorevoli e contrari.

Si sa infatti che l’entrata in vigore della legge nazionale anti-ludopatia ha avuto diversi riscontri e applicazioni nelle varie regioni, visto che gli italiani si confermano un popolo di giocatori e scommettitori, con alcune zone in testa alla classifica, per spesa annua.

Gli italiani e il gioco

Il gioco e le scommesse in Italia sono infatti un settore che, stando alle ultime statistiche, si è particolarmente intensificato negli ultimi anni.

Secondo un recente rapporto stilato dall’Ufficio parlamentare di bilancio (ovvero l’Autorità indipendente dei conti pubblici) il gettito erariale derivante dal comparto delle scommesse del nostro paese è infatti ben maggiore rispetto a quello di altre nazioni (il doppio della Francia e del Regno Unito e il quadruplo di Germania e Spagna).

Per questo motivo sono nati dunque i Dipartimenti delle Dipendenze, con la specifica funzione di contrastare le patologie legate al gioco d’azzardo.

 

Il caso specifico del Piemonte

In Piemonte in particolare, soltanto nel 2014 erano 969 i maschi affetti da ludopatia, il 3,7% in più rispetto alle donne.

Nel rispetto dunque della suddetta legge anti-ludopatia e per contrastare il fenomeno, ciascuna regione ha adottato le proprie misure. 

In particolare, secondo uno studio di Ires Piemonte risalente al dicembre 2018, il gioco nella regione è in netto calo, magari proprio per effetto dell’applicazione di tali misure e del cosiddetto “distanziometro”: per entrare nei dati specifici, si è passati da un giro d'affari di 5,1 miliardi del 2016 ai 4,6 miliardi del 2018, mentre nei tre anni precedenti il dato relativo era invece in crescita, con un 4,6% in più soltanto dal 2013 al 2016.

Un’analisi più attenta della situazione permette però di capire che l’effetto del distanziometro - misura che impone, come dice la parola stessa, un taglio delle attività legate al gioco all’interno degli esercizi pubblici - non ha comunque tenuto conto della presenza di altre forme di gioco, compreso quello legato alle attività online.

Tra sì e no: il Piemonte e il dibattito sul proibizionismo

Innanzitutto bisogna illustrare quali sono gli effetti della discussa legge in materia, entrata in vigore dopo l’approvazione del testo in Consiglio Regionale piemontese, la quale riceve e attualizza le disposizioni nazionali in merito:

●     per effetto del suddetto “distanziometro” esercenti e titolari di sale con slot, videolottery o licenza per l’esercizio delle scommesse dovranno trasferirsi o chiudere, in caso di nuovi luoghi sensibili sorti nelle vicinanze (ovvero chiese e oratori, impianti sportivi, ospedali, scuole, istituti di credito e stazioni)

●     videogiochi e slot non potranno stare a meno di 500 metri (e a meno di 300 nei comuni con meno di 5 mila abitanti) da tali luoghi sensibili

●     il limite temporale di adeguamento dei suddetti esercenti varia in base all’attività di riferimento

●     per i tabaccai e i bar il tempo per l’adeguamento è di quattro anni, che sale a otto nel caso di sale con licenza per le scommesse scommesse e sale-gioco.

Oltre al dibattito politico tra esponenti dei vari partiti, l’entrata in vigore del decreto Omnibus - che include l’applicazione delle misure sul gioco - ha sollevato polemiche soprattutto tra gli esercenti coinvolti nel provvedimento, come ad esempio i tabaccai, i quali hanno manifestato di fronte ai palazzi delle autorità per denunciare gli effetti negativi di misure proibizioniste sul gioco e sulle scommesse. Per la prima volta lo scorso autunno sono scese in piazza anche le associazioni di categoria dei lavoratori dipendenti.

Se i promotori della legge vogliono contenere i rischi della ludopatia con misure restrittive, è pur vero che, stando agli ultimi dati, anche se c’è stata una diminuzione del 28% degli affari legati alle slot, risultano in crescita il Lotto e i Gratta&Vinci, mentre le attività illegali, anche legate alle scommesse, continuano a non essere controllabili.

Forte è, in Piemonte, anche la tendenza al gioco online (in aumento del 22%) con una mole d’affari di miliardi di euro. Anche in questo caso il pericolo di illegalità potrebbe essere dietro l’angolo, ma basta dare un’occhiata alle recensioni presenti sul web e fare dunque un’analisi dei migliori siti di scommesse per poter giocare in tutta sicurezza e nella tutela della privacy.

Stando sempre attenti a non esagerare.

 

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