RIVOLI CAMPIONE - IL RITORNO IN ECCELLENZA
"Dopo la sconfitta ai playout del maggio 2018 e la retrocessione dall'Eccellenza ho avuto tante offerte e proposte in arrivo da altre piazze calcistiche, così come tanti giocatori che qualcuno riteneva bolliti e finiti...Ci siamo guardati in faccia e abbiamo deciso di riscattarci qui, proprio a Rivoli. Sarebbe stato facile cambiare aria, girare pagina...Invece vincere, tornare in Eccellenza, gioire insieme e zittire chi ha parlato senza conoscerci davvero era quello che volevamo...Ci siamo riusciti".
Mister Fabio Nisticò esulta, si gode il trionfo e si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe. Dopo aver sfiorato un mezzo miracolo sportivo l'anno scorso (mezza stagione disastrosa del Rivoli in Eccellenza, playout raggiunti con il suo arrivo in panchina e poi persi con il Pinerolo) la stagione 2018/2019 gli riconsegna subito la fama di allenatore vincente.
Vincere non è mai facile ed è quello che doveva fare il Rivoli. Nisticò: "Sì...spesso chi fa proclami si caccia nei guai da solo. Ma Rivoli è una piazza troppo importante e l'Eccellenza è il palcoscenico giusto per via Isonzo. Ci siamo ripresi questa categoria nonostante ci aspettassero tutti al varco e con l'handicap, per quanto mi riguarda, di non aver potuto schierare alcuni pilastri in molte partite. Un conto è vincere a parole, un conto è farlo sul campo e noi siamo stati impeccabili, andando in confusione solo per qualche rigore sbagliato di troppo e in qualche trasferta...Siamo rimasti in prima posizione dalla quinta giornata alla fine perdendo tre partite su 29. Alla fine, anche se abbiamo lasciato il campionato aperto senza allungare definitivamente, non c'è mai stato un momento di panico. La gara più importante e più difficile? Credo che la svolta sia arrivata a Bollengo, dove perdevamo 1-0 dopo essere caduti in casa contro il Volpiano. Ribaltare quella partita sul campo di un'ottima squadra, vedere il carattere, la forza ed il cuore dei miei ragazzi nel momento di maggiore difficoltà, con la Rivarolese a -2, è stata una grande soddisfazione. In quel match, e nel 2-1 successivo all'Alpignano, abbiamo messo in tasca la vittoria del titolo".
Chiude Nisticò: "Un anno fa ho deciso di restare a Rivoli perchè sapevo il valore dei miei giocatori e la fiducia nei loro confronti è così alta che per loro mi butterei nel fuoco. Qualcuno dovrebbe contare fino a 100 prima di dare dei bolliti ad alcuni di questi ragazzi. Il futuro? La società, che ringrazio per la passione e per avermi riconfermato qui, ha un nuovo presidente e ci saranno delle riorganizzazioni interne. In più in questo momento Beppe Scozzaro sta diventando papà. E' quella la sua partita più importante. Quindi ci sarà tempo nelle prossime settimane per confrontarci e parlare del futuro, a cambiamenti definiti. Di certo a Rivoli ho un progetto triennale, ci terrei a portarlo avanti".
CURIOSITA': I CAMPIONATI VINTI DA GRANCITELLI
Quanta qualità c'era nel Rivoli? Il club di via Isonzo è stato trascinato da superman Marcaccini, dai ministri della difesa Drago e Di Dio, dalla regia di Noia, Carini e Rignanese, dalle sgroppate degli esterni offensivi Favale ed Esposito, dalla qualità dei giovani Gandiglio, Mulatero, D'Ippolito, Palermo e Galasso, dai 19 gol di "Pinilla" Cirillo. Imprescindibile.
Ma c'è una curiosità e riguarda proprio il capitano, Claudio Grancitelli, centrale classe 1983 ex Juve, Pro Vercelli, Chieri, Tortona Villalvernia, Pinerolo, Pro Settimo Eureka e Canavese che vanta oltre 500 presenze in Piemonte (media di 29 partite giocate a stagione in 18 anni di carriera).
Grancitelli (quest'anno 2569 minuti giocati, meglio ha fatto solo il portiere Marcaccini) è uno dei pochi calciatori piemontesi ad aver vinto la C2 (con l'Ivrea), la D (col Casale), l'Eccellenza (con la ProSettimo) e la Promozione, appunto a Rivoli.
Grancitelli: "Tutti si aspettavano che vincessimo. La squadra e i giocatori sono davvero forti per la categoria, ma sul campo è un'altra cosa e si trovano tante difficoltà. Molti di noi non avevano mai giocato in Promozione e la non conoscenza della categoria è stato un rebus da risolvere per tanti giocatori. Tutti insieme abbiamo sposato questo progetto decidendo di riconquistare la categoria persa qui, invece che andare altrove. E' stato un riscatto da persone serie e da uomini veri. Per me una doppia soddisfazione. Sono felice di aver vinto in quattro categorie diverse e farlo non è mai facile. Sono altrettanto contento di aver condiviso questo percorso con i vecchietti, se così si può dire, Rignanese e Marcaccini. Nisticò ha un metodo di lavoro eccezionale, chi l'ha avuto come allenatore sa che persona è. Ha avuto sempre la stima di tutta la squadra. Voglio poi citare e ringraziare Esposito, che tra l'altro ha una presenza in Champions, Noia, che ha 10 anni in meno di me e ha già vinto due campionati, Favale e tutti i componenti della squadra, nessuno escuso. Bello vincere insieme. Un grande grazie va naturalmente alla famiglia Scozzaro, che ci ha permesso di riconquistare quelo che avevamo perduto un anno fa. Ora spero che il progetto Rivoli continui, proprio come ci era stato presentato un anno fa, per continuare a giocare qui".
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