Eventi - 13 maggio 2019, 08:00

Carofiglio al Salone del Libro: "In un'indagine conta l'empatia. La violenza è sempre inefficace"

Lo scrittore ed ex magistrato ha incontrato il pubblico in occasione dell'uscita di "La versione di Fenoglio"

Carofiglio al Salone del Libro: "In un'indagine conta l'empatia. La violenza è sempre inefficace"

Due generazioni a confronto che si incontrano, si riconoscono, si scambiano esperienze. Da un lato Pietro Fenoglio, vecchio carabiniere "di mondo", dall'altro, Giulio, un ventenne intelligentissimo, sensibile, disorientato. Un'amicizia che si dipana fra confidenze personali e il racconto di un'incredibile esperienza investigativa, mescolando il filo narrativo con veri e propri note manualistiche sul mestiere dell'investigatore. 

Gianrico Carofiglio torna in libreria con La versione di Fenoglio (Einaudi), un manuale romanzato sull’arte dell’indagine popolato da personaggi di straordinaria autenticità, emergenti da una penombra in cui buoni e cattivi si confondono. 

"È un romanzo di conversazione fra due personaggi, uno più giovane e l'altro più anziano, che di fatto si rispecchiano l'uno nell'altro", ha spiegato lo scrittore al Salone del Libro, in occasione dell'incontro con i suoi lettori. "I racconti sono di finzione, ma arrivano inevitabilmente dalla mia precedente vita da magistrato. Una delle cose che più mi ossessiona, da sempre, è la ricerca di realismo. Tutto quello che che c'è in quei racconti racchiude in sé un po' di nostalgia rispetto a un lavoro che ho amato molto, ma per cui non nutro alcun rimpianto".

"C'è una sorta di somiglianza - ha continuato - tra il lavoro dello scrittore e quello dell'investigatore: entrambi creano storie e si muovono al loro interno. Nel libro vengono illustrati i meccanismi mentali di un'indagine, e molti possono ritrovarsi in certi passaggi logici".

"Molti scrittori sono dotati di un grande talento linguistico, eppure, di fronte ai loro romanzi, non possiamo che esprimere un giudizio freddo e distaccato. Questo perché a loro, dei personaggi, che descrivono, non importa nulla. Si preoccupano solo del maneggio delle parole, tuttavia l'empatia tra autore e personaggi è necessaria. Uno scrittore capace di dire la verità deve saper guardare il mondo da punti di vista differenti. E anche tra i personaggi in dialogo tra loro deve scattare la capacità di assumere ciascuno l'angolo di visuale dell'altro".

"Tutta'altra cosa - ha concluso - è la violenza impiegata per estorcere informazioni, che è il contrario dell'empatia. Pensiamo solo al caso Cucchi. Un metodo che si rivela completamente inefficace, oltre a essere non morale e giuridicamente inammissibile. E' epistemiologicamente inattendibile, non produce vera conoscenza".

Manuela Marascio

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