Ospedali sull'orlo del collasso, con reparti che vengono accorpati e infermieri costretti a lunghe ore ore di lavoro. Sono questi i risultati del coronavirus sui presidi ospedalieri dell'Asl To4.
Nei giorni scorsi è partita infatti la riorganizzazione degli ospedali per cercare di aumentare i posti letto del reparto di terapia intensiva, necessaria per la cura dei casi più gravi dei pazienti positivi al covi-19.
A Ivrea, per cercare di guadagnare posti letto in più per il picco dei contagi previsto tra qualche giorno, alcuni reparti, come quelli di Neurologia, Medicina e Ortopedia potrebbero essere accorpati, a Chivasso, invece, il reparto del quinto piano destinato ai pazienti positivi conta una trentina di posti ed è già tutto pieno.
A denunciare la situazione è Giuseppe Summa che, oltre ad essere segretario provinciale di Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche, lavora anche come infermiere proprio nel reparto destinato ai pazienti colpiti dal coronavirus. Ha preso carta e penna e inviato una lettera al direttore generale, Lorenzo Ardissone.
"Mi giungono numerosissime segnalazioni in merito a criticità organizzative, carenze di organico e altre che riguardano la salute degli stessi lavoratori - dichiara -. A titolo esemplificativo, ci segnalano che è intenzione di questa Azienda accorpare alcuni servizi e collocare a riposo diversi lavoratori, che dovranno comunque rendersi disponibili in qualsiasi momento. Ci segnalano che il personale del Pronto Soccorso di Chivasso dalla giornata di ieri sta effettuando turni da 12 ore consecutive e che addirittura non avrebbe accesso alla mensa. Inoltre nei vari presidi ospedalieri, non viene garantita la presenza della doppia sorveglianza, che deve dividersi tra tenda pre-triage e locali pronto soccorso".
Addirittura, per liberare alcuni posti letto, Summa sostiene che stanno aumentando i trasferimenti o i ricoveri
Per rendere disponibili i posti letto di terapia intensiva, stanno aumentando "di pazienti instabili presso i reparti di degenza e soprattutto le medicine". "A tal proposito sono anni che chiediamo invano di avere posti letto di sub-intensiva con personale dedicato e che oggi avrebbero garantito maggior respiro alle terapie intensive oltre ad appropriatezza dei ricoveri. Numerose segnalazioni relative a carenza di personale infermieristico e di supporto giungono da diversi servizi e in alcuni le assenze improvvise non vengono più coperte, abbassando pericolosamente i livelli assistenziali".
L'infermiere denuncia anche la carenza dei dispositivi di protezione individuale, ovvero mascherine, camici, guanti. "In merito alla sicurezza degli operatori invece, ci segnalano carenza o l'assenza dei dispositivi di sicurezza individuale, dell'inadeguatezza dei locali di isolamento in pronto soccorso, della mancata chiusura dei locali e della sanificazione dopo riscontro positività dei pazienti al coronavirus non isolati situati nel pronto soccorso a Chivasso e nei reparti di Medicina e Rianimazione".
La paura del contagio sta anche nel fatto che "contrariamente a quanto sta accadendo in altre aziende, per il personale entrato in contatto non è stata predisposto controllo con tampone, allontanamento domiciliare e non sono state fornite indicazioni in merito ai rischi per i loro figli e parenti".
"Queste rappresentano solo il 10 per cento delle problematiche che quotidianamente ci vengono segnalate e non ricevendo alcuna comunicazione da parte dell'Asl , non è possibile dare informazioni corrette ai lavoratori, aumentando notevolmente il loro disagio in una situazione di elevato stress psico-fisico.
"Si ricorda inoltre che il personale e in particolare quello turnista del pronto soccorso, deve far fronte a situazioni come la chiusura delle scuole con elevate criticità organizzative ed economiche per la custodia dei figli", aggiunge chiedendo un incontro urgente con con i dirigenti dell'azienda.
"Voglio svestirmi per un attimo del ruolo che ricopro e chiederle da operatore sanitario di non dimenticarsi di tutti coloro che come me, sono in prima linea in questa situazione di emergenza. Il comparto e in particolar modo gli infermieri, stanno rispondendo in maniera egregia alla gravissima situazione che sta mettendo a dura prova l'intera nazione e in particolare il Piemonte...".





