Cronaca - 30 giugno 2020, 12:25

A Torino dormitori per clochard aperti h24 anche a luglio

La Città vuole poi proseguire l'esperienza di Torino Solidale, che durante l'emergenza sanitaria ha permesso di donare pacchi alimentari a circa 5 mila famiglie

A Torino dormitori per clochard aperti h24 anche a luglio

Dormitori della Città di Torino aperti h24 anche a luglio per accogliere i senza fissa dimora. E’ questa una delle nuove iniziativa solidali messe in campo dal Comune, approvate questa mattina dalla Giunta.

Dopo la fine del lockdwon – ha spiegato la vicesindaca Sonia Schellino – abbiamo deciso di prorogare ancora di un mese questa iniziativa, che si rivolge a persone in estrema fragilità. Vogliamo lavorare perché questo modalità sia estesa anche in futuro".

Il Comune ha poi deciso di proseguire l’esperienza di Torino Solidale, attualizzando il modello messo in campo durante l’emergenza sanitaria. Durante i mesi del Covid-19, come ha chiarito l’assessore ai servizi sociali, “abbiamo raggiunto circa 5 mila famiglie, pari a 25 mila pacchi alimentari consegnati. Abbiamo inoltre raccolto 210 mila euro sul conto corrente aperto per l'emergenza”.

Tramite il nuovo sistema, che si fonda sempre su snodi diffusi a livello territoriale, la Città punta a raddoppiare e raggiungere con gli aiuti circa 10 mila famiglie, circa 30 mila persone. “In questa seconda fase – prosegue la vicesindaca - i cittadini riceveranno un sms con scritto dove andare per ritirare il proprio paniere: anche il welfare cerca di essere innovativo”. La condizione di bisogno autocertificata dalle persone è il requisito per beneficiare del paniere solidale e dovrà essere riconfermata per la distribuzione dei prossimi mesi.

Durante l’emergenza avevamo scelto – ha spiegato la sindaca Chiara Appendino – di non destinare tutte le risorse del Governo per i buoni spesa, ma di tenere da parte un milione di euro per finanziare la rete di Torino Solidale”. “Uno strumento di accompagnamento – ha aggiunto – nato per l’emergenza, ma che potesse costituire uno spunto per ridisegnare un sistema di welfare più di comunità”. “Vogliamo ora che quel modello stia in piedi finanziariamente e logisticamente: stiamo lavorando per trovare degli spazi aggiuntivi. Alcune Case del Quartiere hanno bisogno di magazzini: questo è un esempio di lavoro che nasce in emergenza ma vuole diventare strutturare” ha concluso la prima cittadina.

Cinzia Gatti

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