Cultura e spettacoli - 08 novembre 2020, 16:44

Il Museo dell'Automobile di Torino compie 60 anni: "Dalle collezioni storiche alla rivoluzione digitale"

Si invitano tutti gli appassionati a mandare una foto legata a un momento speciale della storia del MAUTO. Il materiale raccolto sarà incluso in una mostra futura

Il Museo dell'Automobile di Torino compie 60 anni: "Dalle collezioni storiche alla rivoluzione digitale"

Il MAUTO - Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ha celebrato pochi giorni fa i 60 anni della nascita della sua attuale sede, in corso Unità d'Italia 40, progettata da Amedeo Albertini e appositamente costruita per ospitare la collezione prima conservata nei locali dello Stadio Comunale. 

L'imponente edificio nacque su un terreno concesso nel 1956 dalla Città di Torino, sulla sponda sinistra del Po a poca distanza dal Lingotto. Venne inaugurato con una cerimonia solenne il 3 novembre 1960 e intitolato al fondatore e primo presidente Carlo Biscaretti di Ruffia (scomparso nel 1959), che per tutta la vita si era dedicato alla raccolta della prestigiosa collezione, battendosi per trovarle una sede adeguata. Un tesoro all’epoca composto da 106 vetture (86 delle quali donate) di 50 marche diverse, 26 telai, 20 motori, una serie di motociclette, 15 velocipedi e 200 modelli, che tocca un arco di anni tra il 1898 e il 1954 e riprende il criterio cronologico dell’esposizione originaria. 

Sul catalogo provvisorio, aggiornato al 15 luglio 1958, si leggeva:

“Il Museo comprenderà sezioni riservate alle automobili di tutte le età, alle vetture da corsa, all’automobilismo militare, oltre a sale destinate a biblioteca, conferenze, proiezioni ecc. Nell’intendimento quindi dei promotori l’opera non dovrà essere unicamente una ben ordinata esposizione di modelli, ma una sede di incontri tra tecnici e appassionati del motore, un organo propulsore di tutto quanto ha attinenza alla motorizzazione, un centro di documentazione costituito allo scopo di ricordare uomini e fatti del passato”.

Alla sua apertura, nel 1960, si entrava nel Museo dall’ingresso principale di corso Unità d’Italia; si attraversava quindi il cortile interno abbellito al centro da un arioso giardino, sul quale si affacciavano i due magazzini, in cui trovavano posto vetture, telai e tutti i materiali non esposti nel percorso museale. Il cortile fungeva anche da parcheggio per i visitatori.

La visita iniziava dall’atrio, dove c’erano la biglietteria e un fornito bookshop. Sulla parete di fondo spiccava il busto di Carlo Biscaretti di Ruffia, accanto alla lapide recante i nomi di coloro che contribuirono alla realizzazione del Museo; sulla parete opposta alla biglietteria, un mosaico di Felice Casorati a ricordo di chi perse la vita nella pratica dello sport automobilistico. Nel corso degli anni, nell’atrio furono esposti prototipi presentati ai Saloni internazionali: con tale iniziativa, storia dell’automobile e storia del design venivano presentate nel loro strettissimo intreccio. Al piano terra si trovavano quindi la Sala mostre temporanee e la Sala dello pneumatico. Quest’ultima era una sorta di museo nel museo, realizzata nel 1991 con il contributo della Michelin Italiana, l’unica esposizione pubblica dedicata a questa invenzione indissolubilmente legata all’automobile. Salendo, al primo piano iniziava il percorso espositivo, in cui le vetture erano collocate per lo più in ordine cronologico.

Dalla Zona Prora si accedeva alla Manica sud e da lì al Salone principale da dove si poteva salire, tramite due scale poste alle estremità laterali, alla balconata del secondo piano. Proseguendo il percorso, si attraversava la Manica nord, spesso destinata agli eventi congressuali, per arrivare nel foyer antistante l’Auditorium dove, oltre a un bassorilievo raffigurante il senatore Agnelli, erano collocate tre statue, allegorie delle più importanti fabbriche automobilistiche italiane (Lancia, Alfa Romeo, Fiat). Continuando nel corridoio si trovavano i servizi, il guardaroba e la caffetteria; nella zona esterna verso ovest un ampio piazzale era destinato a parcheggio. Nel corridoio parallelo, dall’altro lato dell’ascensore, si trovava la Zona Pirelli costituita da alcuni esemplari di pneumatici e vetrine con documenti storici.

Al primo piano aveva sede anche l’Auditorium da quattrocento posti, composto da platea e galleria, cuore del Centro congressi. La visita si concludeva con la Sezione sportiva al secondo piano, livello ove avevano sede gli uffici, alcune sale riunione e il Centro di documentazione con annessa la Biblioteca, ricca di uno straordinario patrimonio documentario riguardante gli albori dell’automobilismo in Italia e nel mondo.

Celebrando questo anniversario, vogliamo anche ricordare - spiega il presidente Benedetto Camerana che la fondazione del Museo Nazionale dell’Automobile risale al 1933. Il MAUTO è un centro pionieristico di cultura dell’auto, che oggi come ogni istituzione culturale si trova a vivere il duro passaggio dell’emergenza pandemica. Le crisi vanno affrontate con coraggio e in particolare con la visione positiva di trasformare le difficoltà in occasione di crescita: ora stiamo lavorando per guidare il Museo nel percorso di forte accelerazione della rivoluzione digitale in una prospettiva veramente internazionale”.

Il museo - ha aggiunto il direttore Marielle Mengozziè uno spazio di racconto di un oggetto che ha cambiato la storia degli uomini e delle società, e allo stesso tempo è un luogo di dibattito e di riflessione sull’evoluzione e il futuro dell’automobile a livello globale. Il 2020 non è l’anno ideale per le celebrazioni, ma contiamo che con il miglioramento della salute pubblica e avanzando nella lotta contro il virus, il prossimo marzo potremo festeggiare anche i 10 anni del nuovo allestimento, inaugurato nel marzo del 2011 nel contesto di Italia 150, e i 100 anni dalla nascita di Gianni Agnelli”.

La collezione ha continuato ad arricchirsi negli anni, e l’esigenza di un nuovo spazio espositivo ha portato allo sviluppo di un progetto di ristrutturazione dell’edificio, realizzato nel 2011 dall’architetto Cino Zucchi e completato da una spettacolare contestualizzazione scenografica firmata da François Confino.  

Oggi, dopo 60 anni, il MAUTO conserva una collezione di oltre 200 vetture provenienti da ogni parte del mondo ed è punto di riferimento per tutti coloro che vogliono conoscere l’appassionante storia dell’automobile e dei suoi indimenticabili protagonisti. 

Per festeggiare il compleanno insieme a tutta la comunità, il Museo lancia un'iniziativa rivolta a tutti i cittadini e agli appassionati di automobili. Chiunque abbia un ricordo speciale legato al MAUTO, potrà inviare fotografie dell’allestimento originale, dell’inaugurazione del 1960 o di un evento organizzato nel corso degli anni, fino alla chiusura per ristrutturazione nel 2007. Tutte le fotografie saranno raccolte e conservate, le più significative diventeranno presto una mostra del. L’indirizzo email cui spedire gli scatti è quello del Centro di Documentazione del Mauto, che cura l’iniziativa: centrodoc@museoauto.it.

Manuela Marascio

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