Cronaca - 16 novembre 2020, 11:33

Mala movida in Vanchiglia, l'appello dei residenti: "Serve il sindaco della notte"

I residenti chiedono che venga rispettato il diritto al riposo. L'assessore Sacco: "Il nostro piano? Controlli e aprire altre zone d'aggregazione come Murazzi e Valentino"

immagine d'archivio (pre-Covid)

immagine d'archivio (pre-Covid)

Il tempo passa ma il problema della mala movida in zona Vanchiglia sembra essere di difficile risoluzione. Tra urla nel cuore della notte e risvegli in mezzo alla pipì e al vomito lasciati da qualche avventore, la richiesta dei residenti del quartiere assediato dai giovani in ricerca di svago è quella di istituire "il sindaco della notte".

Una figura in grado di raccogliere le segnalazioni, di fare da collante tra cittadini, associazioni di categoria e amministrazione. "Di notte si arriva a 75 decibel, contro i 50 consentiti. Le leggi ci sono, i regolamenti pure: si tratta di farli applicare" spiega una delle prima firmatarie della petizione discussa questa mattina in Commissione consiliare. "Riposare è un diritto, Vanchiglia è abitata ancora da parecchie famiglie e anziani. Il diritto alla quiete pubblica va tutelato" spiegano i cittadini.

Se l'istituzione di una figura ad hoc rappresenta un passaggio di difficile applicazione, soprattutto negli ultimi mesi della Giunta Appendino e con l'emergenza Covid in corso, l'assessore Sacco ha comunque delineato la strategia che l'amministrazione intende mettere in campo nei prossimi mesi: controlli e riapertura di nuovi punti di aggregazione: "Abbiamo aumentato l'illuminazione e dato un diverso orario di pulizia, ma le criticità permangono. Ecco perché interveniamo con i controlli della polizia municipale e della polizia, se necessario: con il Prefetto e il Questore c'è una grande collaborazione". "Bisogna intervenire per riaprire altre zone di aggregazione come i Murazzi e i locali del Valentino: questo sgraverà altre zone della città".

Difficilmente invece i locali andranno incontro a un'altra riduzione di orari, come richiesto dagli stessi petitori: "In piazza santa Giulia la situazione sfugge di controllo quando i locali chiudono, non quando sono aperti" ha affermato l'assessore al Commercio.

Chi da tempo propone l'istituzione di una figura che coordini e vigili su questa situazione è la consigliera del Partito Democratico, Maria Grazia Grippo: "Serve che qualcuno si prenda la responsabilità di fare da sintesi di tutte le esigenze legittime: il riposo notturno e la quiete da una parte, l'esigenza di lavorare dei locali e quella degli avventori di godere di momenti di convivialità dall'altra: il sindaco della notte".
Preoccupato per l'evoluzione e il tessuto sociale del quartiere il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri: "Abbiamo due tipologie di esercizi commerciali: chi penalizza il quartiere è chi apre un locale modello bancomat e non è interessato al tessuto sociale del quartiere, ma vuole solo guadagnare".

"Il quartiere di Rossini non deve diventare dedito solo alla ristorazione. I negozi tradizionali come il macellaio, il barbiere, il panettiere, sono inglobati da negozi che aprono alle 18 e vendono solo alcolici. Il residente è penalizzato due volte: non ha negozi di giorno e di notte ha disagi. Serve un piano di sviluppo che ponga un freno all'apertura di certi locali" ha concluso il presidente della Circoscrizione 7.

Andrea Parisotto

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