Attualità - 24 novembre 2020, 13:07

"Il sesso senza consenso è stupro": la campagna di Amnesty International sotto i portici di Torino

In piazza Vittorio, una delle iniziative per la Giornata contro la violenza sulle donne del 25 novembre. Saranno anche affissi 1200 manifesti e distribuite 30 mila cartoline nelle farmacie comunali. Giusta: "Violenza espressione di un sistema di potere strutturale"

"Il sesso senza consenso è stupro": la campagna di Amnesty International sotto i portici di Torino

La Giornata nazionale contro la violenza sulle donne di domani, 25 novembre, sarà celebrata a Torino con una serie di iniziative legate all'emergenza sanitaria in corso. Il servizio Pari Opportunità del Comune, in collaborazione con le associazioni e gli enti aderenti al Coordinamento Contro la Violenza alle Donne (CCVD), ha infatti organizzato alcuni interventi di sensibilizzazione rivolti a tutta la cittadinanza. 

Si parte con una campagna di comunicazione composta da 1.200 manifesti (formato 100x140) in affissione sui circuiti comunali, e 30.000 biglietti (formato cartolina) distribuiti nelle farmacie comunali. Entrambi riporteranno il numero verde nazionale 1522 e l’elenco dei centri antiviolenza presenti in città.

Inoltre, sotto i portici del centro, nuovo spazio di progettazione della comunicazione artistica già sperimentato con il progetto Spazio Portici, sarà allestita  la campagna di Amnesty International “#Iolochiedo: il sesso senza consenso è stupro” con la realizzazione di 18 banner che riportano i messaggi e i dati della campagna di comunicazione dell'ente. Il tratto porticato individuato è compreso tra le via Po e via Eusebio Bava in piazza Vittorio Veneto (fino al 10 gennaio 2021). La realizzazione è stata affidata e realizzata dalla Fondazione Contrada Torino.

Una presenza forte, in uno dei luoghi maggiormente frequentati dalle fasce giovanili, per rafforzare la consapevolezza sugli stereotipi di genere da combattere e sul concetto di consenso, come sinonimo di condivisione e rispetto.

"La violenza - ha commentato la dirigente d'area parti opportunità Mariangela De Piano - è molto radicata dentro l’essere umano, ed è lì che bisogna lavorare per scardinarla. Nei mesi di marzo e aprile scorso, durante il lockdown, sono stati tra i 15 e i 16 mila i casi di violenza domestica registrati. Dietro queste manifestazioni c’è un disagio che ha radici lontane, nell’uomo. E' necessario lavorare anche sulle origini di certi disturbi".

La Città, inoltre, nell’ambito della formazione aziendale rivolta ai propri dipendenti, ha attivato, prima in Italia, un percorso formativo on line organizzato su tre moduli, “Conoscere per prevenire e contrastare la violenza di genere”, già sollecitato dal Piano di interventi della Città di Torino “Torino libera dalla violenza di genere”. Il modulo base, composto da sette lezioni, è stato seguito da oltre 1200 operatori.

Infine, è in progettazione un corso specifico sul tema del contrasto alla violenza maschile e di genere in collaborazione con l’Università e le forze dell’ordine, grazie ai buoni uffici della questura, prefettura e procura, per analizzare il tema del primo contatto, del colloquio, della raccolta informazioni e l’accompagnamento ai servizi e ai centri antiviolenza.

"E’ importante, soprattutto in questo periodo, ricordare alle donne che i servizi di assistenza e di contrasto alla violenza non sono fermi ma a loro disposizione, attraverso qualunque canale vogliano o possano utilizzare - ha sottolineato l'assessore alle pari opportunità Marco Giusta -. Sono particolarmente orgoglioso del percorso fatto dalla città fin dall’approvazione della delibera Torino libera dalla violenza di genere, sia in termini di formazione interna, che in capacità di innovazione grazie alla coprogettazione tra uffici e il coordinamento contro la violenza".

"La violenza maschile e di genere - ha concluso - non è un fatto sporadico, un raptus, una follia, ma l’espressione di un sistema di potere che è strutturale alla nostra società, e che va affrontata non come un’emergenza, ma come una priorità politica e amministrativa". 

Infine, il progetto Recognize & Change, finanziato da Commissione europea e AICS prevede numerose iniziative nelle ultime settimane dell’anno. È online il video contest aperto si giovani dei comuni di Torino e Collegno tra i 18 e i 25 anni. Promosso da Iscos, partner di progetto, con scadenza l’11 dicembre, si prefigge l’obiettivo di stimolare la discussione sui temi del contrasto alla violenza e alla discriminazione, sulla prevenzione della violenza offline e online e sull’inclusione.

Oltre all'uscita sui social di quattro video promozionali che raccontano un episodio di violenza di genere in un contesto scolastico - viste dal punto di vista della vittima, dell'aggressore e del testimone silente -, anche la campagna di quest'anno vede la collaborazione di Gtt e sarà accompagnata da una serie di affissioni sul circuito cittadino.

Dal 9 dicembre a fine gennaio è anche in programma un ciclo di conferenze locali aperte alla cittadinanza, che affronteranno, attraverso la voce di professionisti e addetti ai lavori, le tematiche sviluppate nel corso dei tre anni del progetto, in particolare quelle del contrasto alle discriminazioni e alla violenza, basate sul genere e le migrazioni.

Manuela Marascio

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