Politica - 08 aprile 2021, 19:49

Draghi: "Riaperture sì, ma non posso ancora dire quando. Dipenderà dall'andamento vaccinale"

"Qualcuno ha parlato di giugno...Chissà. Magari anche prima". Il presidente del Consiglio ha stigmatizzato il comportamento di alcuni: "Con che coscienza un giovane salta la lista per farsi vaccinare sapendo che lascia esposto a rischi anziani e malati?"

Draghi: "Riaperture sì, ma non posso ancora dire quando. Dipenderà dall'andamento vaccinale"

“Sì alle riaperture, ma a patto che esse avvengano in sicurezza”. Queste le parole del Premier Mario Draghi durante la conferenza stampa odierna in risposta alle domande mirate su economia e turismo. Riaperture, sì… ma quando? “A questa domanda non posso ancora rispondere. Tutto dipenderà dai numeri. Principalmente quelli sull’andamento dei contagi e della campagna vaccinale”. Un Draghi possibilista, quindi, ma cauto. Che aggiunge nel suo intervento: “Qualcuno ha parlato di giugno. Chissà, magari anche prima. Ma è prematuro dirlo”.

E a chi ha commentato alcuni episodi “critici” da parte dei commercianti in molte città italiane, il presidente del consiglio dei ministri ha risposto: “La violenza va sempre condannata. Ma capisco lo stato di alienazione”.

Nelle linee guida di Draghi, quindi, “Proseguire a spron battuto con la campagna vaccinale, assegnare AstraZeneca agli over 60, gran lavoro di tutela delle fasce più a rischio già intrapreso con le Regioni, ma soprattutto la ripartenza sarà la miglior forma di tutela economica”.

Con l'estate alle porte si attende quindi di capire le mosse del Governo in merito alle riaperture degli esercizi commerciali in previsione della stagione turistica. Draghi ha spiegato che anche in questo caso manca una previsione di data.

"Garavaglia (Ministro del Turismo ndr) dice a giugno. Speriamo, chiosa Draghi, magari anche prima chi lo sa". In ogni caso, "non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’altro. E pensiamo anche alla stagione fieristica: sono molti gli appuntamenti in Italia tra maggio e ottobre che dobbiamo provare a salvare".

E proprio sul fronte delle vaccinazione non è mancato il monito del Presidente del Consiglio: "ma con che coscienza un giovane, ha chiosato, salta la lista cercando di farsi vaccinare sapendo che lascia esposto al rischio qualcuno che ha più di 65 anni o qualche fragilità e che per questo ha un rischio concreto di morte?".

"La disponibilità dei vaccini non è calata, anzi sta risalendo - ha evidenziato il premier. Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti". Lo scopo del Governo infatti, è quello di "vaccinare entro aprile tutti gli over 80" e che proprio la scelta di vaccinare prima le categorie più fragili sarà propedeutica anche alle riaperture. "

L’ultimo decreto prevede infatti come durata l’intero mese di aprile, ma prevede anche - ha evidenziato il capo del Governo- la possibilità di rivederlo sulla base dei numeri".

La data del 30 aprile è quella "di scadenza del periodo previsto nell'ultimo decreto" per le misure anti-contagio, "ma lì si dice anche che qualora l'andamento delle vaccinazioni e dei contagi mostrasse la possibilità, si possono riconsiderare le cose anche prima. Il governo sta lavorando su tutto questo - ha evidenziato il premier. Avere date significa conoscere esattamente i parametri rilevanti a una certa data. In tutto questo c'è la volontà del governo di vedere le prossime settimane come di riaperture non di chiusure".

Poi rivolgendosi alle Regioni, con cui ha fatto un punto sul Recovery plan, ha aggiunto: "sono molto incoraggiato dal clima di collaborazione sul 'Recovery' e sulle vaccinazioni. Non si possono addossare le responsabilità ad una parte sola. Gli eventi sono stati complicati. Ora siamo arrivati ad una fase dirimenti. Vaccinare le persone più a rischio è un dovere e interesse delle regioni perché possono riaprire in sicurezza l'economia e più presto".

redazione

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