Cronaca - 03 maggio 2021, 11:40

Mirafiori, trentaseienne ai domiciliari non apre alla polizia: "Pensavo fosse mia madre"

L'uomo ha fatto entrare la pattuglia soltanto dopo aver fatto nascondere la compagna sul balcone, con l'intento di nasconderla al genitore. In casa i poliziotti hanno scoperto un furto di energia elettrica e lo hanno denunciato

Mirafiori, trentaseienne ai domiciliari non apre alla polizia: "Pensavo fosse mia madre"

Erano da poco passate le 20 quando, nell'appartamento di Mirafiori dove un 36enne stava trascorrendo del tempo in compagnia di una donna, è suonato il campanello. L'uomo, preoccupato potesse trattarsi di una visita della madre, ha chiesto alla compagna di raggiungere il balcone e nascondersi.

Grande la sorpresa dell’uomo nell’aprire la porta: non si è infatti trovato davanti il genitore, ma la pattuglia del commissariato Mirafiori che doveva verificare la sua presenza in casa. L’uomo era infatti sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. 

Una volta dentro, gli operatori hanno sentito dei rumori provenire dall’esterno. L’uomo ha spiegato loro la presenza della donna e la necessità di “nasconderla” per timore che potesse incontrare la madre.

Controllando l’abitazione, i poliziotti hanno notato due cavi, tagliati all’estremità, fuoriuscire dal contatore dell’energia elettrica. Insospettiti, hanno interrotto l’alimentazione dell’elettricità in casa, appurando che le luci rimanevano comunque accese. Considerata l’anomalia, è stata fatta intervenire una squadra di tecnici per il ripristino dell’impianto.

Il trentaseienne è stato denunciato per furto di energia elettrica.

redazione

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