"Ai 4 mila posti di lavoro persi con l'illusione della Gigafactory di Stellantis, rispondo con le decine di migliaia che produrrà la nuova economia turistica cittadina nazionale e internazionale che svilupperò". È questa la proposta di Roberto Salerno, storico presidente della squadra femminile del Torino, che sarà il candidato a sindaco per il Movimento Ambientalista Torino.
Dopo un lungo passato nelle file della destra - prima nel MSI accanto a Gianfranco Fini, poi diventata Alleanza Nazionale, e fondatore in seguito de La Destra con Daniela Santanchè - ha deciso di dare il via ad "un movimento totalmente civico".
E l'ex parlamentare sfida i due competitor principali per le Comunali, Stefano Lo Russo per il centrosinistra e Paolo Damilano per il centrodestra, ad un confronto pubblico sul rilancio del capoluogo".
“La rinascita - sottolinea - non passa dalle strategie inconcludenti e fumose, che sento uscire dai loro noiosi monologhi. All’inesistenza per 50 anni di politiche economiche di sinistra alternative a quelle dell’auto, si aggiunge oggi da destra la più completa assenza di una visione alternativa a questo settore, oramai da 40 anni in disimpegno irreversibile".
Per Salerno Embraco e Gigafactory "sono fallimenti già annunciati, frutto di incapacità progettuale e di prevenzione politica, anche a livelli istituzionali più alti del Comune".
La proposta del candidato sindaco del Movimento Ambientalista è quella di creare un unico ente centralizzato per la gestione dei "tesori reali ed albertini", che insieme a "paesaggi, storia e bellezza del territorio" saranno "volano di un turismo internazionale e di una nuova economia e ricchezza per Torino".
"Quanti addetti vi sono a Firenze e Roma in questo comparto? La nostra città può diventare un volano turistico, anche per tutto l'indotto circostante delle colline e montagne. Voglio trasformare Torino in un luogo bello da visitare e da vivere, recuperando bellezza e attrazioni di un tempo: non torneremo ad essere la città dell'auto, in un mondo che sta andando in un'altra direzione", conclude Salerno.





