Attualità - 05 agosto 2021, 18:03

Emergenza abitativa, l'allarme dei sindacati degli inquilini: “In autunno molte famiglie resteranno senza casa”

In vista dello sblocco degli sfratti, diverse sigle chiedono alle istituzioni soluzioni tempestive e di lungo periodo: “Convocare subito un tavolo in Prefettura, l'emergenza va tamponata al più presto”

cartelli e striscioni contro gli sfratti

Torna a risuonare alto l'allarme sugli sfratti a Torino

Con lo sblocco degli sfratti, durante il prossimo autunno il rischio sociale sarà enorme”: a lanciare l'allarme sull'emergenza abitativa sono i sindacati degli inquilini di Torino, protagonisti di un'audizione andata in scena questa mattina durante un'apposita Commissione Comunale. Secondo le ultime disposizioni, il blocco scadrà il 30 settembre per le sentenze emesse tra il 28 febbraio e il 30 settembre 2020 e il 31 dicembre per quelle emesse tra il 1° ottobre 2020 e il 30 giugno 2021.

I sindacati degli inquilini: “Moltissime famiglie perderanno la casa”

La situazione, secondo gli esponenti delle sigle intervenute (Sicet, Sunia, Uniat e Unione Inquilini Torino, ndr), è molto grave: “In tutti questi mesi - ha spiegato Giovanni Baratta di Sicetl'attività dei tribunali è andata comunque avanti senza sosta e il blocco delle esecuzioni cadrà solo per le sentenze di sfratto emesse in passato: in questo modo moltissime famiglie perderanno la casa e la situazione si ribalterà sulle amministrazioni comunali, che dovranno trovare una soluzione per i nuclei in difficoltà; l'emergenza sanitaria ha accentuato i problemi e le risposte non sono ancora sufficienti”.

Le possibili soluzioni

Una delle proposte fatte vede la collaborazione di tutti gli attori interessati al tema nell'individuazione di azioni condivise: “In questi mesi – ha proseguito Baratta – ci siamo rivolti ad Anci, Conferenza Stato-Regioni e prefetto di Torino invocando la costituzione di un tavolo di coordinamento presso la stessa Prefettura per esaminare le situazioni caso per caso: l'obiettivo è quello di garantire soluzioni temporanee preventive all'accesso alle case popolari e fornire alternative valide sul mercato privato; sarebbe opportuno, inoltre, elaborare strategie efficaci per recuperare più velocemente gli alloggi e potenziare l'ufficio Locare in quanto perno di tutte le attività alternative all'edilizia residenziale pubblica. I 3,5 milioni di euro in arrivo a Torino grazie al nuovo Decreto Sostegni, infine, potrebbero essere utilizzati per il sostegno alle famiglie che non hanno ancora avuto sentenza di sfratto ma si trovano in difficoltà con il pagamento dei canoni di affitto e delle utenze”.

Un altro fronte riguarda la ridefinizione di alcuni aspetti economici, da adattare in base alla situazione attuale: “Occorre - ha sottolineato Sergio Contini di Sunia recuperare le risorse necessarie al sostegno degli affitti e della morosità incolpevole cogliendo le opportunità offerte dai fondi messi a disposizione dei comuni, con incentivi per la rinegoziazione dei canoni con l'obiettivo di ridurre i contenziosi tra inquilini e proprietari. Considerata l'attuale situazione economica e sociale, mi chiedo se gli stessi canoni non possano essere rivisti per proporre affitti sostenibili alle famiglie. In un'epoca di impoverimento generale, anche l'edilizia residenziale pubblica sarà strategica e necessiterà di misure di ampio respiro con stanziamenti pluriennali a livello nazionale; a fronte di tutto questo, dobbiamo riscontrare la latitanza della Regione Piemonte”.

La richiesta, infine, è quella di agire con urgenza: “Negli ultimi anni - ha affermato Domenico Paoli di Uniat la questione dell'abitare è stata sottovalutata, a tutti i livelli, sia dalle istituzioni che dai sindacati: non si può più dire che non ci sono i soldi, dobbiamo inventarci qualcosa al più presto per cercare di tamponare questa emergenza”.

Marco Berton

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