Cronaca - 13 settembre 2021, 15:50

Processo Last Banner, il pm rinnova la richiesta di condanna per nove ultrà della Juve

Le difese respingono ogni accusa

foto di repertorio

Processo Last Banner, il pm rinnova la richiesta di condanna per nove ultrà della Juve

Il pm Chiara Maina ha rinnovato oggi in tribunale a Torino le sue richieste di condanna dei capi ultrà della Juve imputati nel processo Last Banner. La vicenda è legata alle presunte pressioni estorsive esercitate da alcune componenti della tifoseria organizzata nei confronti della società bianconera, fra il 2018 e il 2019, per non perdere benefici e agevolazioni.

Secondo il magistrato il processo ha accertato condotte riconducibili a "una vera e propria associazione per delinquere" basata sul "carisma" dei personaggi di vertice e che è arrivata, in un caso, a impiegare un "metodo para-mafioso". Fra le nove richieste di condanna (su undici imputati) la più alta è di 13 anni e 4 mesi per Dino Mocciola, leader di fatto dei Drughi.

Le difese respingono le accuse e, oggi, uno degli avvocati ha proposto di acquisire agli atti delle fotografie riguardanti gli striscioni comparsi fuori dallo stadio lo scorso 2 settembre ("Squadra distrutta stadio salotto" e "Agnelli Pairetto disastro perfetto") affermando che si tratta di "una contestazione verso la società dello stesso tenore di quelle che ci sono costate il processo e, come le altre, priva di contenuti estorsivi".

Il tribunale ha risposto di "no" perché il dibattimento è ormai chiuso. 

redazione

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