Economia e lavoro - 18 ottobre 2021, 12:31

I forestali protestano in piazza: "Sotto organico e con paghe inferiori agli accordi"

Fai, Flai e Uila manifestano davanti alla Rai di Torino per chiedere un rinforzo di organico: "L'età media è alta, presto ci saranno anche persone che andranno in pensione"

Operai e forestali di Fai, Flai e Uila di fronte alla Rai di Torino

Operai e forestali di Fai, Flai e Uila di fronte alla Rai di Torino

Operai (e impiegati) forestali in piazza, per fare sentire la voce di una categoria preziosa, ma spesso trascurata. Sono quei lavoratori che contribuiscono alla manutenzione e alla messa in sicurezza dei territori della regione, ma che si ritrovano sotto organico e con paghe inferiori agli impegni presi dalla Regione.

Per ricordare la loro situazione, questa mattina sono scesi in strada, con un presidio di Flai, Fai e Uila in via Verdi, davanti alla sede della Rai di Torino. "Il contratto integrativo firmato con il Piemonte prevede 471 lavoratori, ma attualmente sono solo circa 380 quelli in forza e l'età media è piuttosto alta, con alcuni che andranno mai in pensione", dice Denis Vayr, Flai Cgil.

SOTTO ORGANICO E CON MENO SOLDI

"Le assunzioni sono molto limitate e non sono sufficienti nemmeno per quei 471 che comunque non bastano, a confronto con altre regioni (550 in Toscana, circa 600 in Lombardia, 4500 in Sardegna) - prosegue Vayr, che aggiunge -: però del contratto integrativo abbiamo rispettato altri aspetti, come il controllo dei costi, mentre l'aumento è sceso da 30 a 15 euro al mese, da aggiungere ai 40 di un biennio fa. E poi parliamo di rischio idrogeologico e manutenzione?".

LA SPERANZA NEL PNRR

"Nel PNRR ci saranno molti miliardi per la cura del territorio, ma questo poi non viene tradotto a livello locale - aggiunge Franco Ferria, di Fai CISL -. Per non parlare della carenza di DPI e dispositivi di protezione per lavorare".

"La prospettiva è che la Regione almeno apra un tavolo di confronto, su temi che conoscono molto bene e che in buona parte sono rimasti in standby. Bisogna discutere almeno per il prossimo anno, visto che per quest'anno è tardi", conclude Giuseppe Meineri, di Uila UIL Piemonte. "Il contratto nazionale è in dirittura d'arrivo, ma che demanda alla nostra categoria responsabilità cui non possiamo fare fronte. Rischiamo di avere intere valli senza presidio".

Massimiliano Sciullo

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU