Oggi come oggi, è sempre più sentita l’esigenza di prendersi cura del benessere mentale. Sono diverse le strade per perseguirlo e una di queste prevede il focus sulla meditazione. Entrando nel vivo delle varie metodologie, un doveroso cenno va dedicato alla meditazione tantrica. Come si pratica? Scopriamolo assieme nelle prossime righe!
Meditazione tantrica: di cosa si tratta
In questi ultimi anni, l’interesse nei confronti del mondo orientale è cresciuto tantissimo e, di riflesso, si parla molti di più anche di meditazione tantrica (scopri maggiori informazioni su tantralux.com se ti interessa approfondire ulteriormente dopo la lettura di questo articolo).
Di cosa si parla di preciso quando la si nomina? Di un insieme di tecniche che prevedono la combinazione tra momenti di meditazione, movimenti, attenzione al suono e respiro consapevole. L’obiettivo è sempre quello di massimizzare il percorso dell’energia nel nostro corpo e, in particolare, di arrivare all’apertura dei sette chakra. Tornando un attimo al concetto di energia, facciamo presente che, in questo ambito, è declinato come energia kundalini. Con questa parola di origine sanscrita, si inquadra quella stilla di energia divina che, seppur in forma quiescente, risiede in ogni essere umano.
Attraverso il risveglio dell’energia kundalini, chi pratica la meditazione tantrica può raggiungere uno stato di trascendenza che mette da parte qualsiasi istanza dell’ego per lasciare spazio unicamente alla potenza dell’universo.
Quando si chiama in causa questa tipologia di meditazione, è doveroso ricordare il fatto che, rispetto ad altre tecniche, lo scopo finale non è quello di raggiungere uno stato di tranquillità ma di arrivare a un livello il più possibile profondo di conoscenza di se stessi.
Per concretizzare tutto ciò è necessario fare riferimento al Tantra. Anche in questo caso ci troviamo davanti a una parola in sanscrito che può essere tradotta in italiano con termini come “telaio” o “trama”. A livello tecnico, il Tantra può essere definito come un percorso grazie al quale si può apprezzare l’unione tra la coscienza del singolo individuo e quella dell’universo.
Come si pratica
Dopo questa introduzione - che descrive solo in minima parte il ricchissimo mondo della meditazione tantrica - entriamo nel vivo dei consigli per praticarla. Il primo e più importante prevede il fatto di intraprendere il percorso facendosi seguire da un esperto. Il motivo è molto semplice ed è legato alla necessità di avere una profonda conoscenza di se stessi.
Alla meditazione tantrica, che mette in primo piano anche l’unione di energia maschile e femminile, è opportuno approcciarsi con il partner. Esistono diverse posizioni che vale la pena conoscere e che possono rappresentare un fattore utile ai fini del miglioramento dell’intimità di coppia.
Una di queste consiste nel sedersi uno di fronte all’altro, iniziando subito a guardarsi negli occhi con intensità. Il passo successivo prevede il fatto di appoggiare le mani sulla zona del cuore, impegnandosi per indirizzare un flusso di energia il più intenso possibile verso questa parte del corpo.
Quando ci si sente sufficientemente pervasi dall’energia, si prende la mano destra e la si appoggia sul cuore della persona che si ha davanti che, nel frattempo, avrà fatto esattamente la stessa cosa.
Perché questa posizione di meditazione venga concretizzata nel migliore dei modi, è opportuno impegnarsi per sincronizzare il respiro con quello del proprio partner. Bisogna immaginare, mentre si mette in atto il processo di ispirazione, di ricevere amore. Mentre si espira, invece, è necessario concentrarsi sul dare amore al proprio partner. La meditazione dovrebbe essere portata avanti per circa 10 respiri.
Concludiamo rammentando che il mondo della meditazione tantrica prevede diversi colori. A ciascuno di essi sono associate specifiche pratiche. Nel caso del Tantra rosso, il centro nevralgico è la sessualità. Le posizioni possono essere eseguite anche da una singola persona.
Il Tantra bianco, invece, ha il fine di aiutare chi pratica a sciogliere i blocchi che risiedono nel suo inconscio. Il Tantra rosa, invece, è un connubio perfetto tra spiritualità e sensualità. Esistono infine anche il Tantra nero, che chiama però in causa rituali che possono, a ragione, essere definiti estremi.





