Artissima torna per la sua 29esima edizione all’Oval Lingotto Torino dal 4 al 6 novembre. Ad annunciarlo è il neo direttore Luigi Fassi.
“La mission della fiera è sempre stata quella di raccontare l’ignoto, inteso come il nuovo, che emerge dal panorama artistico internazionale da far conoscere al pubblico dagli appassionati ai professionisti”.
Tema della fiera è proprio la trasformazione e la capacità di rinnovamento: “Transformative Experience” tratto dal saggio di L.A. Paul.
Il tema
“La filosofa e scrittrice spiega come ognuno di noi deve prendere delle decisioni nella nostra vita per cambiare. Generalmente ci affidiamo alla razionalità. Ma secondo Paul gli argomenti razionali sono assolutamente inutili. L’esperienza trasformativa la si può solo vivere per capire come andrà. Scegliere il cambiamento e affidarsi all’ignoto ci porta verso la rivelazione, ovvero ad accettare il modo in cui ci ha trasformato”.
Dopo anni difficili, il neo direttore spera di vedere un pubblico tornare ad avere esperienze di trasformazione proprio attraverso la fiera torinese.
“Adatto a un’edizione in cui ci siamo dati delle priorità di dinamismo e di recupero del network internazionale che ha caratterizzato la fiera”.
“La maggior parte di noi sceglie l’incontro con l’arte attraverso le mostre che vede. Se abbiamo questa esigenza, è perché abbiamo un’aspettativa che l’arte ci possa cambiare, abbiamo l’auspicio che ci dia qualcosa di nuovo. Speriamo che sia così anche per Artissima”.
Le novità
Eletto a febbraio, Fassi dal 2010 al 2016 aveva già lavorato per Artissima come curatore e coordinatore della sezione Present Future. Per questa nuova edizione sta lavorando ad alcune novità.
Tra queste, il ritorno in presenza delle quattro sezioni in mostra. Si stanno poi ridefinendo i curatori e dei collaboratori. Per esempio Irina Zucca Alessandrelli, curatrice di Collezione Ramo, che si occuperà della sezione Disegno, volutamente più centrale nella prossima edizione. Per present future, due giovani nomi: Saim Demircan, curatore indipendente e scrittore di Torino e Maurin Dietrich, direttrice del Kunstverein Munchen, in 200 anni seconda donna a gestire questa realtà.
Certamente, ci saranno delle innovazioni significative, ma obiettivo principale sarà proprio rilanciare il network della fiera. “Vogliamo guardare in avanti” specifica Fassi.
29 anni di Artissima: “Laboratorio di ricerca sull’arte contemporanea, è la fiera delle prime volte”
Guardando in retrospettiva, 28 anni fa ad Artissima sono nate relazioni che hanno imbastito il futuro.
“Non è stato solo un bacino di opportunità, ma ha dettato una linea culturale in città, perché molte gallerie e istituzioni, come la Gam o il Castello di Rivoli, hanno acquisito opere proprio ad Artissima”.
Artissima vissuta come archivio e laboratorio dell’arte contemporanea che punta sulle novità, sugli artisti e quelle gallerie emergenti.
“È la fiera delle prime volte, dov’è tante storie sono iniziate, tantissime gallerie hanno partecipato ad Artissima che erano al primo anno di attività”.
Crisi Ucraina
In passato tra collezionisti, artisti e galleristi Artissima ha visto ovviamente anche la Russia coinvolta. In merito ai rapporti futuri con il Paese in guerra con l’Ucraina Fassi ci va cauto.
“Non avremo certo rapporti con le realtà legate al mondo della Federazione Russa. Ma Artissima non discrimina comunque le persone”. Il team valuterà se ci sarà la possibilità di dare uno spazio dedicato in particolare all’arte Ucraina.





