Politica - 13 maggio 2022, 10:37

Cure domiciliari, Comune contro Regione: “4.300 torinesi in lista d’attesa, si alzino i fondi”

Presentato un ordine del giorno dal consigliere Vincenzo Camarda: “Serve dare attenzione e centralità alla domiciliarità nella stesura del prossimo Piano Socio Sanitario”

Presentato un ordine del giorno dal consigliere Vincenzo Camarda

Presentato un ordine del giorno dal consigliere Vincenzo Camarda

Il Comune di Torino è pronto a dare “battaglia” alla Regione Piemonte perché vengano aumentati i fondi extra Lea, indispensabili per garantire le cure domiciliari dei cittadini.

Cure domiciliari, la situazione a Torino

Tra disabili e anziani non autosufficienti, passando per i malati psichiatrici, sarebbero infatti 4.300 i torinesi in lista d’attesa per ricevere delle cure a domicilio. Un numero piuttosto elevato, a fronte dei 2.300 assistiti. Un dato che è solo una parte degli 11.121 piemontesi in attesa per un progetto domiciliare e i 4.848 per un progetto residenziale.

Polemica da parte della maggioranza

Eppure, nonostante questa situazione, i fondi extra Lea garantiti dalla Regione Piemonte sono passati dai 55 milioni di euro stanziati nel 2019 ai 45 previsti nel bilancio 2022. “La condizione di non autosufficienza riguarda una persona su quattro tra gli over 65. Le cure domiciliari rappresentano una nuova frontiera dal punto di vista sociale” afferma Vincenzo Camarda, primo firmatario di un ordine del giorno con cui si chiede alla Regione di ripristinare la spesa storica (55 milioni), dare attenzione e centralità alla domiciliarità nella stesura del prossimo Piano Socio Sanitario e potenziare gli investimenti sulle cure domiciliari con i fondi del Next Generation EU.

Rosatelli: “Riduzione fondi porta a contrazione dei servizi”

“La riduzione dei fondi extra Lea non può che portare a ulteriore contrazione dei servizi. Questa incertezza di risorse ostacola l’obiettivo di dare maggiore continuità all’accordo tra Città e Asl” commenta amaro Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Torino. “Non possiamo avere persone che stanno male e uno Stato che interviene cosi in ritardo o in modo marginale” afferma Pierino Crema (Pd).

Marrone: "No, aumenteremo i fondi"

Nelle scorse settimane, l’assessore regionale alle Politiche Sociali Maurizio Marrone aveva però risposto alle critiche affermando la volontà di aumentare i fondi, semplicemente prendendoli da altri capitoli del bilancio: "In Giunta abbiamo approvato la delibera a firma mia, di Chiorino e Caucino che mette nero su bianco il programma piemontese per il Fondo Sociale Europeo 2021-2027, prevedendo espressamente anche il finanziamento delle prestazioni domicilari come gli assegni di cura: i fondi arriveranno dall’Europa a settembre e ho concordato con il Presidente Cirio di riservare 20 milioni già sull’anno in corso per avviare un voucher che metterà i bisogni e le necessità dei beneficiari e delle loro famiglie al centro degli interventi domiciliari di cura, assistenza e accompagnamento sociale”.

Andrea Parisotto

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