Cronaca - 23 giugno 2022, 12:17

Identificato il ciclista morto dopo essere stato travolto da un'auto della polizia: indagini sulla dinamica

Il ciclista è stato investito sull'attraversamento ciclopedonale: per i testimoni il semaforo sarebbe stato giallo lampeggiante. Bike Pride attacca: "Ora abbassare i limiti di velocità"

Identificato il ciclista morto dopo essere stato travolto da un'auto della polizia: indagini sulla dinamica

E' Francesco Angelo Convertini, 33 anni, residente a Locorotondo (provincia di Bari) la vittima dell'incidente mortale di ieri sera al Rondò Rivella, poco prima del sottopasso di corso Regina Margherita.

La dinamica

L'uomo, investito dall'auto della polizia, è deceduto nonostante i soccorsi prestati immediatamente dagli stessi agenti. Sono in corso le indagini per accertare la precisa dinamica dell'accaduto: dai primi riscontri, è certo che al momento dell'impatto con la Volante il ciclista si trovava sulle strisce ciclopedonali. Non è chiaro invece cosa stesse segnalando in quel preciso momento il semaforo: secondo alcuni testimoni, il semaforo non sarebbe stato in funzione, lampeggiando con la luce gialla. Un'ipotesi da confermare.

Quel che è certo è che invece la Volante stava rientrando in via Grattoni, con una persona a bordo. Non è dato a sapersi se l'impatto sia avvenuto per una distrazione, un attraversamento avventato o a causa di un'escandescenza da parte del passeggero. Gli agenti a bordo del mezzo della polizia non hanno invece riportato conseguenze e non risultano feriti. Sull'asfalto, non risultano evidenti segni di frenata.

Bike Pride: "Non si può morire in strada"

Come collettività possiamo accettare che delle persone, dei ragazzi, delle donne, degli uomini, dei bambini, possano morire in strada mentre vanno al lavoro, a scuola, a fare spesa, a incontrare amici o andare a giocare con altre bambini al parco o mentre si spostano nella propria quotidianità come è successo ieri sera in corso Regina Margherita?". A chiederselo è Elisa Gallo, presidente di Fiab Torino Bike Pride e consigliera nazionale Fiab. "Come società, Amministrazione e Istituzioni non possiamo permettere che sulla strada continui a esistere violenza da parte di chi guida mezzi più potenti e pesanti, incurante del fatto di poter causare molto più danno, molto più dolore, molta più morte?”.

Bike Pride chiede di abbassare a 30 km/h la velocità massima dei mezzi a motore su tutte le vie del territorio comunale, "a eccezione dei grandi assi di scorrimento". "L’obiettivo da raggiungere è ridurre la mortalità delle collisioni stradali e migliorare al contempo la sicurezza dei cittadini e la vivibilità dei quartieri, con un beneficio per tutte le persone, i veri abitanti della città".

 

Andrea Parisotto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

SU