Cronaca - 29 settembre 2022, 13:01

Disabilità, protesta davanti alla Regione per "riavere" l'Unità Spinale di Torino: "Il tempo è scaduto"

Il presidio è stato organizzato dal Coordinamento Regionale Associazioni Persone con Mielolesione: "Secondo piano e piscina chiusa, necessari fino a 21 mesi per un intervento"

Disabilità, protesta davanti alla Regione per "riavere" l'Unità Spinale di Torino: "Il tempo è scaduto"

"Fino a 21 mesi di attesa per un intervento chirurgico all'Unità Spinale Unipolare di Torino": non potrebbe essere descritto meglio di così il calvario delle persone con disabilità che, questa mattina, si sono radunate in piazza Castello per protestare contro il "silenzioso" ridimensionamento della struttura specializzata nella cura delle lesioni midollari. Il tutto ad alcuni mesi di distanza dalla precedente manifestazione organizzata proprio davanti all'USU in via Zuretti.

Al presidio, organizzato dal Coordinamento Regionale Associazioni Persone con Mielolesione, hanno partecipato diverse realtà territoriali tra cui I Do, Coordinamento Para-Tetraplegici del Piemonte, Idea Onlus, Arcobaleno, Ancora e Avp. In particolare, i manifestanti chiedono conto della diminuzione drastica dei posti letto attualmente disponibili, solo 16 su un totale di 48, della chiusura completa del secondo piano e della piscina, strumento fondamentale per la riabilitazione.

In un quadro simile, sono in molti a lamentare la totale assenza di una sanità pubblica adeguata, dove una piaga da decubito può trasformarsi in un problema molto più grave se non curata in tempi ragionevoli: "È una follia - sottolineano dal Coordinamento - non valutare che, a fronte di chi ha un incidente, ci siano molte persone che invece si sono stabilizzate e che necessitano di interventi specializzati con l'utilizzo di determinate attrezzature come i sollevatori; l'Usu di Torino deve tornare ad essere un polo d'eccellenza". 

A proposito sono state avanzate anche alcune richieste: oltre alla riapertura del secondo piano e della piscina, anche la creazione di un coordinamento di tutte le unità spinali piemontesi e la nomina di dirigenti con competenze in materia. Una delegazione, nel frattempo, è stata ricevuta a Palazzo della Regione dall'assessore Maurizio Marrone.

Le richieste delle associazioni sono state ascoltate con grande attenzione da parte della Regione. L'assessore Marrone ha dichiarato: "Abbiamo proposto un'interlocuzione periodica costante con le associazioni al fine di affrontare insieme i problemi che la pandemia Covid ha purtroppo amplificato. Come già anticipato martedì in Consiglio regionale dall'assessore alla sanità, alcuni di questi problemi sono in via di soluzione: la piscina dell'Unità spinale è stata riaperta e lunedì 3 ottobre riapre il reparto del secondo piano. Massima disponibilità anche ad approfondire insieme i progetti per rafforzare la vita indipendente delle persone con disabilità".

Rassicurazioni e impegno di collaborazione concreta anche da parte del direttore della Città della Salute, Giovanni La Valle: "Ieri abbiamo avuto un incontro proficuo con le associazioni, nel quale molte questioni sono state poste sul tavolo. Abbiamo in programma un nuovo incontro il 10 novembre, nel quale confido di dare risposte dettagliate".

Concetti ribaditi dal direttore Mario Minola che ha assicurato l'impegno della Direzione Sanità soprattutto nell'estendere il concetto di rete coinvolgendo non solo l'unità spinale di Torino, ma anche le strutture di Alessandria e Novara.

"Sosteniamo e sottoscriviamo convintamente le richieste delle Associazioni che hanno manifestato per il pieno rispetto del diritto alla salute per le persone con paraplegia e tetraplegia", ha dichiarato il capogruppo in Regione dei Moderati Silvio Magliano. "Riteniamo non più rimandabile il ritorno alla piena capacità e alla piena attività dell'Unità Spinale Unipolare del Cto di Torino, si deve arrivare ad una riduzione di liste d'attesa che attualmente arrivano a sfiorare i due anni e alla costituzione di un dipartimento di coordinamento delle USU piemontesi. Siamo sicuri che la stessa Giunta Cirio condivida questi obiettivi".

Marco Berton

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