Aurora / Vanchiglia - 16 novembre 2022, 18:33

La ricetta della Città per il Meisino: promuovere lo sport rispettando la natura. Ma c'è chi dice no

Presentato il progetto da 11,5 milioni di euro che rilancerà l'area dell'ex Galoppatoio Militare. Intanto è nato il comitato “Salviamo il Meisino”

galoppatoio meisino

La ricetta per il parco del Meisino: promuovere lo sport rispettando la natura

Il parco del Meisino è, senza ombra di dubbio, uno dei luoghi più amati dai torinesi per trascorrere qualche ora della giornata immersi nella natura a pochi metri dal caos della metropoli. Per rivalutare la sua vocazione sportiva, la Città di Torino ha intenzione di portare a termine un progetto da 11,5 milioni di euro con l'obiettivo di minimizzare l'impatto sull'ambiente.

Un progetto basato sulla “reversibilità”

L'area al centro dei pensieri del Comune è quella dell'ex Galoppatoio Militare, attualmente in stato di abbandono, da recuperare attraverso un restauro conservativo preservando al massimo la vegetazione circostante e la zona umida della sponda del Po. Intorno all'edificio sorgeranno diverse strutture, tutte realizzate secondo il criterio della “reversibilità”: senza costruzioni fisse, smontabili e appoggiate sul terreno.

Tra queste, oltre al campo da cricket già attivo sul prato verso corso don Sturzo, un'area fitness inclusiva, un bike skills park3 aree giochi inclusive, una palestra di roccia e addirittura un tappeto-pista per lo sci nordico. A quanto già elencato si aggiungeranno percorsi di educazione ambientale e passerelle, tra cui una lunga 100 metri per collegare la parte ovest con quella est del parco, mentre i percorsi interni verranno rivisti in un ottica di collegamento con i sentieri collinari e con la pista ciclabile “Vento” Torino-Venezia.

Le posizioni della Giunta

A illustrare la ratio della progettazione è l'assessore al verde Francesco Tresso: “Abbiamo partecipato - spiega – a un bando del Ministero dello Sport per valorizzare aree con pregressa vocazione sportiva, scegliendo di enfatizzare l'aspetto del movimento e del benessere principalmente come fruizione nel verde. Crediamo, in questo modo, di valorizzare un'area ad alto contenuto ambientale con la possibilità di ripristinarne la naturalità originale; la localizzazione degli interventi, inoltre, non riguarderà le zone vulnerabili, così come quelle nei pressi del ponte-diga già interessate da attività antropiche”.

Sulla stessa lunghezza d'onda è anche il pari grado allo sport Domenico Carretta: “Con questi fondi - commenta – recupereremo un manufatto come l'ex Galoppatoio attraverso un'ottica outdoor particolarmente in voga a livello europeo. Qui non ci sono cementificatori ma progettualità, siamo disponibili ad accogliere proposte ma lontani dai no a prescindere”.

Il comitato “Salviamo il Meisino”

Ma c'è chi dice no, o quanto meno ha intenzione di approfondire ulteriormente. Nel frattempo, infatti, è nato il comitato “Salviamo il Meisino”, che sulla propria pagina Facebook lancia l'allarme e lancia una petizione online: “La dimensione dell'investimento – si legge - non è compatibile con il luogo per motivi ambientali e logistici”.

Marco Berton

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