Cronaca - 03 dicembre 2022, 17:56

Torino scende in strada per il Kurdistan: "Erdogan bombarda il Rojava nel silenzio generale" [FOTO e VIDEO]

Polizia in antisommossa per la manifestazione davanti alla Rai di via Verdi: "Chiediamo informazione a 360° sulle guerre e le ingiustizie che avvengono nel mondo"

Manifestazione Pro Kurdistan

Manifestazione Pro Kurdistan

Una manifestazione per denunciare i bombardamenti nel Kurdistan meridionale e per chiedere che tutti i conflitti nel mondo vengano affrontati dai media e condannati.

Si è svolto oggi pomeriggio a Torino un corteo, supportato anche dal centro sociale Aksatasuna contro "il regime fascista di Erdogan che in queste settimane sta bombardando il Rojava e portando avanti attacchi anche con l'uso di armi chimiche nel Kurdistan meridionale". "Difendiamo il Kurdistan dal regime fascista di Erdogan" e "Libertà per Ocalan": con questi striscioni, circa un centinaio di manifestanti ha sfilato per il centro di Torino in solidarietà al popolo curdo e al leader del Partito Comunista Curdo PKK alla luce delle ultime vicende internazionali.

"È necessario mobilitarsi per rompere il silenzio e contestare la complicità delle potenze internazionali, compresa l'Italia, a questo attacco da parte del secondo esercito della Nato nei confronti della società rivoluzionaria della Siria del Nord e di tutto il popolo curdo" fanno sapere da Askatasuna.

A spiegare le ragioni dei manifestanti, Davide Grasso: "Chiediamo che la Rai faccia informazione a 360 sulle guerre e le ingiustizie che avvengono nel mondo. Giustamente le attenzioni oggi sono orientate all’Ucraina, ci stringiamo verso chi soffre, ma questo non deve sottovalutare altri scenari di guerra". "La Turchia sta bombardando il Kurdistan e altri territori: aver sottovalutato l’Ucraina negli anni scorsi si è rivelato un errore, potremmo accorgerci in futuro che sottovalutare i conflitti in medio oriente potrebbe avere le stesse conseguenze" spiega. 

"Anche quando i governi sono nostri alleati, le loro ingiustizie devono essere riportate: è giusto farlo per l’Iran e la Russia, ma è giusto farlo per tutti" conclude il manifestante. 

 

 

Redazione

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