La ricerca sulla cannabis è stata interessata, da qualche anno a questa parte, da un’accelerazione notevole in tutto il mondo. Complici sia novità normative che hanno coinvolto diversi Paesi del mondo sia la tendenza sempre più diffusa, a ricercare rimedi naturali e privi di effetti collaterali per diverse problematiche relative al benessere, la pianta sopra citata è finita sotto la lente della scienza. In particolare, sono stati approfonditi i benefici del CBD.
Noto anche con il nome scientifico cannabidiolo, questo fitocannabinoide è stato isolato per la prima volta nel 1940 da Roger Adams e dal suo gruppo di lavoro scientifico. Due anni dopo, però, è arrivato l’isolamento del THC. Per via dei suoi effetti psicoattivi, il delta-9-tetraidrocannabinolo è finito, in poco tempo, al centro dell’attenzione. Vi è rimasto in maniera pressoché esclusiva fino a poco tempo fa quando, come già accennato, la scienza ha iniziato ad approfondirne le peculiarità. Oggi come oggi, di CBD si parla spesso. Non sempre, però, chi lo fa è consapevole delle effettive proprietà di questo cannabinoide. Scopriamone assieme alcune nelle prossime righe di questo articolo.
Controllo dei sintomi dell’ansia
Diversi studi effettuati sia su uomini, sia su modelli animali hanno rilevato la capacità del CBD di tenere sotto controllo i sintomi dell’ansia. La scienza ha analizzato la sua efficacia in diversi casi. Gli effetti del cannabidiolo sono stati confrontati con quelli del placebo, ma anche osservati in situazioni che, normalmente, possono provocare disagio psicologico (p.e. il fatto di tenere un discorso in pubblico).
Come mai il cannabidiolo è in grado di concretizzare i benefici sopra menzionati? Per via della sua capacità di interagire con il recettore CB1 del sistema endocannabinoide. Il recettore appena menzionato è situato nella parte del cervello nota come amigdala. Nel momento in cui è bloccato, si può avere a che fare con un aumento dei sintomi dell’ansia.
Trattamento delle crisi epilettiche
Un altro beneficio del CBD più volte provato dalla scienza riguarda la sua capacità di intervenire, attenuandola, sulla sintomatologia dell’epilessia, in particolare sulle crisi. Quando si parla di questa proprietà del cannabidiolo, è necessario citare l’approvazione, risalente al 2018, del farmaco Epidiolex da parte della FDA statunitense (Food and Drug Administration). Questo medicinale trova indicazione nel trattamento delle convulsioni causate dalla sindrome di Lennox-Gastaut e da quella di Dravet. Si tratta di due forme di epilessia molto rare. Il farmaco sopra menzionato viene impiegato nei protocolli terapeutici di pazienti di età superiore ai due anni.
Nel corso degli anni, sono stati chiaramente effettuati diversi studi che hanno analizzato gli effetti dell’Epidiolex nei pazienti affetti dalle patologie sopra menzionate. Soprattutto in confronto con il placebo è stato possibile scoprire che, a fronte dell’assunzione dell’Epidiolex e di altri farmaci prescritti dagli specialisti, era possibile apprezzare una notevole riduzione delle convulsioni.
Trattamento delle dipendenze da oppioidi
Un beneficio del CBD oggettivamente meno noto degli altri riguarda la sua efficacia nel trattamento di quadri di dipendenza da oppioidi. A seguito di numerosi studi effettuati sia su modelli animali, sia su pazienti umani, è stato possibile scoprire che, a seguito della somministrazione di CBD, si può apprezzare una riduzione dei sintomi dell’astinenza nei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti come l’eroina.
Nello specifico, il CBD si è dimostrato efficace nella riduzione di sintomi come l’insonnia, l’ansia e il dolore in pazienti con diagnosi di dipendenza da sostanze stupefacenti. Nonostante gli innegabili passi avanti fatti in questi anni, sono necessari ulteriori studi.
Riduzione del dolore cronico
Risale al 2005 in Canada l’approvazione di Sativex, farmaco caratterizzato da una formulazione che vede coinvolti sia il THC sia il CBD e avente come indicazione principale la riduzione del dolore nei pazienti con sclerosi multipla.
Da allora, la scienza si è più volte concentrata sui benefici analgesici del CBD scoprendo, per esempio, che può risultare efficace nel contenimento del dolore causato dalla neuropatia periferica sintomatica, condizione frutto di danni a carico di midollo spinale e nervi.
Dalla capacità di ridurre i livelli di glucosio ematico fino a quella di alleviare i sintomi della SLA, sono numerosi i benefici del CBD che non sono stati elencati in queste righe. La scienza ha ancora tanto da scoprire su questo straordinario fitocannabinoide, che può essere assunto in diversi modi. Si può ricorrere per esempio all’olio, che ha l’oggettivo vantaggio di essere facilmente e rapidamente assorbibile, ma anche alle capsule.





