Cronaca - 16 maggio 2024, 13:47

Dentro al Rettorato con le tende. Gli studenti ottengono la richiesta di un incontro congiunto [FOTO e VIDEO]

Acceso scontro tra membri di student Intifada e il cda di Unito riunito in commissione. La richiesta di un incontro con il Senato Accademico sarebbe prevista per martedì 21 maggio

Dentro al Rettorato con le tende. Gli studenti ottengono la richiesta di un incontro congiunto [FOTO e VIDEO]

Da Palazzo Nuovo occupato al Rettorato. Parte con una piccola marcia in via Verdi la terza giornata di protesta di Student Intifada. Un’incursione intorno alle ore 10 con striscioni e bandiere della Palestina, nel pieno di una commissione del cda di Unito al primo piano, in Sala Allara, all’urlo di “Free Palestine”.

L'accesa discussione tra studenti e vertici Unito

La richiesta rimane quella dell’interruzione immediata degli accordi accademici con Israele “a rischio dual use” per arrivare a un “cessate il fuoco lungo la striscia di Gaza”. 

Chiedono di metterlo nero su bianco ai vertici universitari riuniti oggi. Assente il magnifico Rettore Stefano Geuna con cui gli studenti hanno chiesto più volte di parlare. 

"Non ci sottraiamo al confronto - sostengono gli occupanti oggi al Rettorato - Non facciamo propaganda. Noi vogliamo solamente che questi accordi vengano meno".

Ma la discussione tra parte del consiglio di amministrazione e i manifestanti si fa aspro e va avanti per quasi due ore e mezza. La proposta è quella di scrivere una lettera "in questo momento" per boicottare immediatamente l’azione di Israele “ormai alle porte di Rafah”.

 

Appaiono cartelli "Geuna dove sei?" 

Dopo un confronto acceso vengono affissi diversi cartelli con scritto “Geuna dove sei?” sulle porte e diverse tende dalle Università vengono montate all’interno della Sala Allara: una davanti all’ingresso, una posta al centro della sala, l’altra alle spalle del direttore generale Andrea Silvestri.

È proprio il direttore Silvestri prova a stemperare i toni: “La vostra istanza è chiara. Noi crediamo in un dialogo e i consiglieri qui presenti non meritano alcune delle parole che avete pronunciato. Vi chiediamo di consentire ai nostri organi di lavorare, il dibattito infinito non porta a nessuna decisione, né azione”.

I tentativi di mediazione

Avete avuto sette mesi per lavorare - ribattono gli occupanti - In Spagna le università hanno immediatamente interrotto gli accordi. Vi chiediamo di convocare un confronto accademico, altrimenti non ce ne andiamo. Se non stiliamo questa richiesta siamo pronti a restare qui stanotte”, paventano gli studenti. 

A mediare prova anche Maria Chiara Acciarini, componente esterno del Cda, che si dice “personalmente solidale con le vostre azioni. Sono convinta della necessità che da parte dell’Università di Torino ci debba essere l’assoluta trasparenza rispetto agli accordi. Dobbiamo ognuno nel proprio ruolo andare nella direzione che auspichiamo”.

La richiesta di un incontro con gli studenti

Dopo un lungo confronto alla fine arriva la proposta spiegata agli studenti dal decano del consiglio Franco Veglio (che simbolicamente si sfila la cravatta) per poi proporre agli studenti un punto d’incontro che viene individuato nella richiesta di seduta congiunta tra Senato Accademico, Cda e aperta alla comunità studentesca

Ora la “palla” passa al Rettore. Intanto prosegue l’occupazione e il blocco delle lezioni. Il momento clou delle iniziative di questa settimana è prevista per sabato 18 maggio con il corteo che partirà nel pomeriggio da Palazzo Nuovo. 

La nota del Rettore: "Invito strumentale"

"In questi giorni", ha commentato Geuna in una nota, "ho più volte cercato un dialogo con gli occupanti, avanzando come richiesta prioritaria la ripresa della didattica in presenza a Palazzo Nuovo durante la settimana di occupazione. Questa richiesta purtroppo non è stata accolta e le attività sono state trasferite online per assicurarne lo svolgimento. Questa mattina gli occupanti hanno interrotto i lavori della Commissione Personale di CdA di natura istruttoria, e hanno riproposto le stesse istanze già precedentemente discusse. La richiesta degli occupanti, infatti, è di interrompere gli accordi e le collaborazioni con le Università israeliane. Tema già affrontato dall’organo deputato a queste decisioni, cioè il Senato Accademico, non più tardi di un mese fa. In quella seduta, il Senato ha approvato la mozione sul bando Maeci e, insieme, si è già pronunciato contro ogni forma di boicottaggio verso le università israeliane. Nel complesso, quindi, tutti i temi sul tavolo sono già stati affrontati e discussi nelle sedi opportune. Né sono mai mancati spazi e occasioni di confronto plurale all’interno della comunità a qualsiasi livello. Quindi l’invito estemporaneo che gli occupanti di Palazzo Nuovo mi hanno rivolto a intervenire in assemblea questa mattina è da ritenersi del tutto strumentale".

Daniele Caponnetto

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