Nella mattinata odierna, venerdì 4 aprile, il quartiere Vanchiglia si è risvegliato con una piacevole sorpresa: al civico 26 di via Eusebio Bava è stata inaugurata una targa commemorativa in onore di Fred Buscaglione.
Qui venne composta "Che bambola"
L’edificio scelto ha un forte valore simbolico nella vita del celebre cantante torinese. In quell’abitazione, infatti, insieme a Leo Chiosso – brillante e arguto paroliere di molte sue canzoni, che abitava accanto, in via Santa Giulia 72 – Buscaglione diede vita a una profonda rivoluzione musicale. I due artisti, ispirandosi al jazz tradizionale, allo swing e all’immaginario noir americano, componevano da un balcone all’altro alcuni dei loro brani più noti, tra cui la celebre “Che bambola”.
Fred Chiosso e Ferdinando Buscaglione
A rievocare quei momenti è stato Fred Chiosso, figlio di Leo, che ha condiviso con emozione aneddoti della loro collaborazione: “Quando a Fred veniva un’idea, si affacciava, anche a notte fonda, e chiamava mio padre per raccontargliela. Dopo neanche dieci minuti, papà aveva già pronte le parole e Fred le cantava. ‘Che bambola’ è nata proprio così”.
Alla cerimonia ha preso parte anche Ferdinando Buscaglione, nipote del musicista: “Negli ultimi anni Torino ha fatto molto per mio zio. È la prima volta che gli viene dedicata una targa, e questo contribuirà a valorizzare il quartiere. È significativo che questo riconoscimento si trovi proprio nel luogo in cui ha vissuto e scritto molte delle sue canzoni”.
Numerosi i residenti presenti all’evento, soprattutto residenti di via Bava, che da tempo chiedevano un tributo per l’artista. A condividere il momento anche volti noti dello spettacolo, come l’attore torinese Tony Campa, e rappresentanti delle istituzioni, tra cui la presidente del Consiglio comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, e il presidente della Circoscrizione 7, Luca Deri.
I commenti
Era presente anche Alberto Allegranza, direttore del Museo della Radio e della Televisione, che da alcune settimane ospita uno dei pianoforti utilizzati dagli Asternovas, l’orchestra che accompagnava Fred nelle esibizioni dal vivo. Lo strumento, oltre ad essere esposto, può anche essere suonato: chiunque sappia suonare il pianoforte può fare richiesta al museo e, dopo l’approvazione, provare un autentico pezzo di storia della musica italiana e torinese.
“La comunità di via Bava ha avuto un ruolo fondamentale nella realizzazione di questo momento – ha sottolineato la presidente Grippo – Oggi proseguiamo un racconto che ha saputo fermare il tempo, unendo autori e cantautori che hanno scritto pagine indimenticabili della nostra storia musicale. La Circoscrizione 7, in particolare Vanchiglia, ha saputo preservare la propria identità, e giornate come questa ne sono la testimonianza più autentica”.
“Una delle nostre sale museali ospita da due settimane un pianoforte collegato alla storia della band di Fred – ha raccontato Allegranza – È uno strumento rosa, simbolo di gentilezza e armonia. Oggi è vivo, accessibile alla comunità, e rappresenta ancora un legame forte con la figura di Buscaglione”.
“Si racconta che Fred abbia trovato per caso una valigetta piena di dischi jazz, e da lì nacque una passione che durò tutta la vita – ha ricordato Tony Campa – Si esibiva nei luoghi più insoliti di una Torino romantica, meno istituzionale e più ribelle, fatta di sigarette, alcol e donne. La sua era una vera orchestra, capace di suonare ogni strumento, e Fred era considerato il terzo miglior violinista d’Europa. Non potremo mai dimenticarlo”.













