Un acceso confronto in Consiglio comunale ha riportato al centro del dibattito politico la situazione di degrado e insicurezza di largo Giulio Cesare e delle vie principali di Barriera di Milano. La denuncia arriva dal consigliere della Lega, Giuseppe Catizone, attraverso un’interpellanza che punta il dito contro l’amministrazione, accusata - si legge nel titolo del documento presentato - "di trascurare il quartiere in favore di iniziative ideologiche".
Nessun negozio chiuso
“In corso Palermo, da Corso Novara a Corso Giulio Cesare, non è stato chiuso nemmeno un negozio, nonostante le numerose irregolarità segnalate - ha dichiarato Catizone -. Il famigerato dehors abbandonato del bar di Largo Giulio Cesare è stato smantellato solo dopo ripetuti appelli dei consiglieri comunali, e non certo per iniziativa dell’amministrazione”.
Secondo Catizone i fondi del progetto Urban, circa 20 milioni di euro spesi negli anni passati per la riqualificazione dell’area, “non sarebbero serviti a nulla”, mentre il quartiere “oggi è più degradato che mai”.
Nel mirino di Catizone anche la gestione di alcune attività commerciali: “Bar che aprono senza licenza, senza alcun controllo. Servono controlli di polizia amministrativa sul territorio. Davanti a molte attività di somministrazione gestite da stranieri ci sono gruppi di 7-8 persone che bivaccano e spacciano, e questo accade sotto gli occhi di tutti”.
La replica
A rispondere è stato l’assessore alla Sicurezza, Marco Porcedda, che ha sottolineato l’attenzione dell’amministrazione al problema. “Sono stati fatti numerosi controlli congiunti, e il tema è stato portato più volte in prefettura e al tavolo interistituzionale sulla sicurezza. La Polizia municipale interviene, ma ovviamente solo per quanto di sua competenza”. E ancora: "Il contrasto alle attività di spaccio non è di competenza del Comune".