La Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) ha infatti presentato il Programma Nazionale 2025, un piano strategico che introduce azioni precise per rendere l'ECM più moderno, efficace e realmente accessibile a tutti i professionisti.
Si tratta di un cambiamento importante per la formazione sanitaria, pensato per innalzare gli standard a livello nazionale. Per il triennio 2023-2025 l’obbligo resta fissato a 150 crediti ECM, ma con una novità significativa: i crediti acquisiti potranno essere conteggiati fino alla metà del 2026.
In questo percorso, un ruolo importante è svolto anche dalla formazione a distanza e dalle risorse digitali: ad esempio attraverso questi provider ECM i professionisti possono conseguire crediti in modo flessibile, accedere a contenuti di qualità e aggiornarsi quando lo desiderano, conciliando più facilmente studio e lavoro.
Una rete di qualità per standard uniformi e verificabili
Il nuovo programma si fonda sulla creazione di una rete capillare di Osservatori, coordinata dall’Osservatorio Nazionale Qualità.
L'obiettivo è chiaro: uniformare gli standard formativi su tutto il territorio nazionale, contrastando le disparità territoriali che hanno caratterizzato il sistema ECM negli anni passati. Questa struttura permetterà un monitoraggio costante e una valutazione comparativa dell'offerta formativa, garantendo coerenza e alta qualità ovunque.
La CNFC ha posto particolare attenzione al miglioramento delle schede di qualità, strumenti che saranno rivisti per diventare più incisivi e pertinenti nella valutazione dei programmi formativi. Un elemento centrale riguarda il potenziamento della comunicazione della bibliografia scientifica, fondamentale per garantire la solidità e l'aggiornamento dei contenuti proposti nei corsi. Senza una base scientifica robusta e trasparente, infatti, la formazione perde la sua efficacia e credibilità.
Le verifiche sugli eventi ECM saranno intensificate grazie a un ruolo più attivo del Comitato di Garanzia. I controlli riguarderanno ogni tipologia di evento, dalla formazione in presenza (RES) a quella a distanza (FAD), fino alla formazione sul campo (FSC). Un focus specifico è dedicato alla normativa sulle sponsorizzazioni e ai potenziali conflitti di interesse, aspetti imprescindibili per tutelare l'indipendenza e l'integrità della formazione sanitaria, assicurando trasparenza e oggettività in ogni passaggio.
Innovazione e accesso universale alla formazione continua
L'ECM 2025 promuove una vera e propria rivoluzione nell'approccio formativo attraverso l'adozione di modelli ibridi e un blended learning avanzato. Questi integreranno strumenti digitali all'avanguardia come la realtà virtuale e l'intelligenza artificiale. Tale evoluzione tecnologica mira a rendere l'apprendimento più flessibile, personalizzato e coinvolgente, adattandosi meglio alle esigenze e ai ritmi di aggiornamento dei professionisti sanitari e alle specificità delle diverse discipline mediche.
Il programma si impegna inoltre a garantire il diritto universale alla formazione continua, abbattendo le barriere di accesso con un focus particolare sull'inclusività per le persone con disabilità. Sarà fondamentale la progettazione di piattaforme e contenuti formativi accessibili, insieme all'aggiornamento della banca dati degli eventi ECM per una consultazione più semplice e trasparente, permettendo a tutti di trovare le opportunità più adatte alle proprie necessità e modalità di apprendimento.
Tematiche strategiche e recupero del debito formativo
Per il triennio 2024-2026, il programma identifica tematiche di interesse nazionale che riceveranno un incentivo speciale: 0,3 crediti aggiuntivi per ogni ora di formazione dedicata. Tra queste figurano l'innovazione digitale e la telemedicina, l'approccio One Health, l'assistenza territoriale rafforzata secondo il DM 77, la formazione sulle infezioni ospedaliere, la preparazione alle pandemie (PanFlu), l'Health Technology Assessment (HTA) e la sicurezza degli operatori sanitari. Questa incentivazione mira a orientare la formazione verso le priorità strategiche del sistema sanitario, rispondendo alle sfide più urgenti.
La Commissione Nazionale per la Formazione Continua (CNFC) è il principale attore di questa trasformazione, supportata da AGENAS nella gestione operativa dell'intero sistema. L'Osservatorio Nazionale Qualità assume un ruolo strategico nell'analisi delle ricadute organizzative della formazione, valutando l'impatto dei programmi ECM sulla competenza individuale dei professionisti, sull'efficienza e sull'organizzazione complessiva delle strutture sanitarie. Si valuterà l'impatto della formazione sulla pratica clinica quotidiana e sull'erogazione dei servizi, monitorando l'efficacia sul campo.
Un evento nazionale ECM, dopo l'interruzione causata dall'emergenza pandemica, è previsto per il Programma 2025. Rappresenterà un momento importante di confronto tra CNFC, AGENAS, i provider e i professionisti sanitari stessi, per discutere le principali problematiche del sistema, presentare nuovi strumenti formativi e definire le prospettive future, stimolando un dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti.
Un aspetto significativo riguarda la gestione dei crediti compensativi per i professionisti che non hanno assolto l'obbligo formativo nei trienni precedenti (2014-2016, 2017-2019, 2020-2022). Il sistema prevede la possibilità di utilizzare i crediti eccedenti per compensare automaticamente i debiti ECM fino al 31 dicembre 2028.
Previsti anche bonus aggiuntivi per i professionisti in regola: 20 crediti ECM per chi è certificabile per tutti i trienni dal 2014 al 2022. La recente Legge n. 15 del 2025, di conversione del decreto Milleproroghe, ha inoltre esteso di ulteriori due anni, fino al 31 dicembre 2025, il termine per l'assolvimento dell'obbligo formativo relativo al triennio 2020-2022, offrendo una finestra aggiuntiva per la regolarizzazione.
Il Programma Nazionale ECM 2025 rappresenta dunque una tappa importante per la formazione continua dei professionisti della salute. L’obiettivo è rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, rendendolo più efficiente, vicino ai bisogni dei cittadini e capace di garantire cure di qualità. La vera prova sarà trasformare questi principi in azioni concrete, così che l’aggiornamento professionale diventi uno strumento reale di miglioramento dell’assistenza su tutto il territorio.
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