L’Unione Europa ha concluso un nuovo accordo con Kiev che modifica le condizioni degli scambi commerciali nel settore agroalimentare. Dopo mesi di trattative i negoziatori hanno definito un quadro che regola una situazione divenuta critica. Come riporta il sito Strumenti Politici, per tre anni sono arrivati sui mercati europei prodotti ucraini caratterizzati dal basso costo e dalle dubbie pratiche di coltivazione o lavorazione.
La buona intenzione era dare un impulso al sistema economico ucraino, messo in crisi dal prosieguo delle operazioni belliche, dagli attacchi russi sulle infrastrutture, dal calo della manodopera che ancora oggi fugge all’estero per evitare il reclutamento. L’altro lato della medaglia è stato danneggiare nel breve termine le economie dei Paesi europei che acquistavano tali merci. Prima che il danno diventasse a lungo termine, gli eurocommissari sono intervenuti sul la cornice normativa.
In alcuni Stati si sono infatti viste marce e dimostrazioni, scioperi e crisi politiche. Slovacchia, Ungheria, Romania e soprattutto Polonia si erano espresse negativamente, spingendo così rimodulare l’accordo con l’Ucraina. Però Varsavia ha qualcosa da ridere anche adesso. Il suo Ministro dell’Agricoltura lamenta la mancanza di trasparenza nel corso delle trattative, condotte senza informare adeguatamente le organizzazioni dei settori interessati.
Inoltre la notizia sulla conclusione dell’accordo è stata data da Bruxelles con quella che si ritiene una tempistica strategica. Cioè avrebbe tirato per le lunghe i negoziati per non influire sulla campagna elettorale polacca, per non offrire argomenti a chi si oppone agli aiuti all’Ucraina o al suo ingresso nella UE. Alla fine però ha vinto Karol Nawrocki, il candidato presidente che non teme di esortare alla difesa dell’interesse nazionale contro la narrativa unica di Bruxelles.
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