Economia e lavoro - 25 luglio 2025, 08:00

Gli aperitivi più famosi e perché continuano a piacerci

Nato come momento per stimolare l’appetito prima dei pasti, oggi è diventato un’occasione di incontro che unisce la convivialità al cibo.

Ormai l’aperitivo è uno dei rituali sociali più gettonati della cultura contemporanea, soprattutto in Europa. Nato come momento per stimolare l’appetito prima dei pasti, oggi è diventato un’occasione di incontro che unisce la convivialità al cibo.

Al momento, lo Spritz è probabilmente l’aperitivo più amato. Le sue origini risalgono all’Ottocento, quando i soldati dell’Impero austro-ungarico di stanza nel Veneto trovavano i vini locali troppo alcolici e iniziarono ad “allungarli” con l’acqua. Spritz in tedesco, infatti, significa proprio “spruzzo”. Nel tempo, a quella base semplice si sono aggiunti l’aperitivo amaro, come l’Aperol o il Select, e il prosecco. Come preparare però lo Spritz “perfetto”?

La regola più diffusa oggi è quella del Tre–Due–Uno. Ovvero, in un calice da vino ampio si inseriscono prima di tutto ghiaccio abbondante, si versano poi tre parti di Prosecco, meglio se brut, seguite da due parti di Aperol (o Campari, a seconda del gusto). Si completa con una parte di soda. Si mescola una sola volta e si guarnisce con una fetta d’arancia. Un consiglio, aggiungere prima il Prosecco aiuta a mantenere meglio le bollicine e a equilibrare l’alcol.

Diversa, ma altrettanto significativa, è la storia del Martini, uno dei cocktail più longevi. Il Martini cocktail, da non confondere con il solo vermouth (torinese), nasce tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. La ricetta classica prevede gin e vermouth dry, con una guarnizione di oliva o scorza di limone. Curiosamente, nel corso dei decenni, il Martini è diventato sempre più “secco”, con una quantità di vermouth progressivamente ridotta. Come prepararlo in maniera “perfetta”?

Precisando che è un cocktail che non ammette improvvisazioni, ne esistono molte varianti. Si raffredda innanzitutto il bicchiere lasciandolo qualche minuto in freezer o riempiendolo di ghiaccio. In un mixing glass si versano sei cl di gin e un cl di vermouth dry. Si aggiunge il ghiaccio e si mescola delicatamente per circa venti secondi. Una volta filtrato nel bicchiere freddo, si guarnisce con un’oliva verde oppure con una scorza di limone. Oggigiorno, più il Martini è “dry”, meno vermouth contiene. Alcuni bartender, come il grande Alessandro Palazzi, arrivano addirittura a profumare il gin con il vermouth senza versarlo davvero.

Accanto a questi due grandi classici, ci sono aperitivi che hanno conosciuto una nuova popolarità negli ultimi anni. Il Negroni, nato a Firenze nei primi del Novecento, è tornato protagonista poiché la sua composizione, gin, vermouth rosso e bitter in parti uguali, lo rende molto bilanciato. Negli ultimi anni sono nate numerose varianti, come il Negroni Sbagliato, che sostituisce il gin con lo spumante, rendendolo più leggero.

Gli aperitivi, però, non sono solo bevande. In molti Paesi, e in particolare in Italia, è accompagnato dal cibo. Olive, focacce, piccoli panini e assaggi caldi sono diventati parte integrante al punto che s volte l’aperitivo si trasforma in una vera cena, il cosiddetto Apericena. Comunque sia, il momento dell’Aperitivo rimane un piacevole momento di aggregazione, una scusa per stare insieme tra amici, tra chiacchiere e pettegolezzi, dopo una dura giornata di lavoro

Laura Graziano

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