Scuola e formazione - 17 settembre 2025, 19:39

Architettura sospende per tre anni gli scatti di carriera dei Professori e usa i fondi per i ricercatori

La rappresentante dei post-doc: "Un bel segnale ma è solo un tampone, servono azioni concrete dal Governo"

Una immagine d'archivio del Castello del Valentino

Una immagine d'archivio del Castello del Valentino

Il dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino ha deciso di sospendere gli scatti di carriera dei professori associati e utilizzare quei fondi per i contratti dei ricercatori

La mozione approvata lunedì

La mozione approvata lunedì, presentata da un gruppo di precari e votata anche da numerosi professori, decreta che la totalità delle risorse del dipartimento per i prossimi tre anni venga destinata ai "tenure-track", cioè ai contratti determinati dei ricercatori che hanno la finalità dell'assunzione: una sorta di "apprendistato" accademico.

Il provvedimento è sicuramente significativo ma ancor più simbolico: da parte dei proponenti vuole essere l'accensione di un faro sul tema dei precari nell'università e sull'insufficienza di fondi stanziati dal Governo per coprire il loro fabbisogno. 

Lanteri: "Tutelare i ricercatori"

"Alla luce dei tagli ai finanziamenti dell’Università italiana e con il superamento degli stanziamenti legati al PNRR, i ricercatori e le ricercatrici pre-ruolo vedono sempre meno investimenti a sostegno della propria attività in università, con chiare ripercussioni sull’intero sistema - ha spiegato la rappresentante dei post-doc in Senato Accademico, Silvia Lanteri - Questo rischia di tradursi, nel brevissimo termine, nell’espulsione di centinaia di ricercatori e ricercatrici early-career che hanno garantito finora continuità alla ricerca e alla didattica".

Adesso la palla passa agli altri dieci dipartimenti del Politecnico - nei quali verranno presentati documenti simili - e al Senato Accademico, dove i rappresentanti dei precari chiederanno una presa di posizione. La mozione approvata ad Architettura, infatti, chiede anche che venga creato un fondo per co-finanziare i contratti di ricerca scaduti o in scadenza e per gli assegnisti che hanno superato la soglia dei sei anni massimi previsti per legge, mettendo a sistema risorse interne al Dipartimento e dell’Ateneo, e che i rappresentanti del Dipartimento nei vari Organi di Governo facciano pressione a livello nazionale per valorizzare il titolo di dottorato nei concorsi pubblici.

"Servono azioni da parte del Ministero"

"È un bel segnale - ha commentato Lanteri - anche da parte dei professori associati e ordinari che ci hanno supportati, ma è solo un modo per tamponare la situazione: c'è bisogno di azioni concrete da parte del Ministero".

Francesco Capuano

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