Ci costa vite, salute e miliardi. Ogni anno l’influenza sembra tornare silenziosa, quasi banale, ma lascia dietro di sé un conto salato: tra 8.000 e 17.000 morti in Italia, oltre 45.000 ricoveri evitabili e una spesa stimata tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro. Senza contare il costo sociale: 1.000 euro a persona. E il “danno” aziendale, per assenze sul lavoro legate a influenza, di 327 euro per dipendente colpito da infezione. Eppure, basterebbe poco: ogni euro speso in prevenzione ne fa risparmiare almeno tre al Servizio Sanitario. E ogni vaccino somministrato, specie nelle fasce fragili, tiene lontano il rischio e fa risparmiare tutti.
Di questo, e non solo, si è parlato ieri durante l’incontro organizzato da Motore Sanità presso Copernico Torino Garibaldi di corso Valdocco dal titolo “La prevenzione vaccinale antinfluenzale - uno strumento di buona salute e sostenibilità", organizzato proprio all’inizio di una stagione influenzale che, stando a quanto dicono gli esperti sui dati rilevati in Australia e UK, sarà particolarmente aggressiva.
I numeri in Italia
In Italia si stimano tra gli 8.000 e i 17.000 decessi ogni anno correlati all’influenza. Nella stagione 2022-2023, il 42% dei ricoverati in terapia intensiva era positivo all’influenza. Solo l’anno scorso si sono registrati 16 milioni di casi: un italiano su quattro è stato colpito dal virus, in molti casi insieme ad altri agenti respiratori. In Piemonte, un milione di persone ha contratto l’influenza.
Il rischio aumenta con l’età: tra i 75 e gli 84 anni, il rischio di mortalità cresce del 40%. Con l’invecchiamento della popolazione – nel 2050 gli over 65 passeranno dal 24 al 35% e gli over 85 al 7% – l’impatto sanitario ed economico della malattia è destinato ad aumentare.
Il costo per la collettività
Secondo le stime, ogni caso di influenza comporta un danno economico di circa 327 euro per lavoratore. I costi diretti per il Servizio sanitario nazionale sono ingenti: ogni ricovero seguito dalla ASL costa in media 4.000 euro. L’onere complessivo tra spese mediche e costi indiretti raggiunge i 4 miliardi di euro ogni anno.
Vaccinarsi conviene
La vaccinazione resta lo strumento più efficace per ridurre contagi, complicanze e decessi. Nella stagione passata sono stati evitati 1,6 milioni di casi influenzali, 45.000 ricoveri e circa 25.000 decessi. Ma i tassi di adesione restano troppo bassi: solo il 52% degli over 65 si è vaccinato.
Tra le categorie prioritarie: bambini tra 6 e 23 mesi, donne in gravidanza, anziani e operatori sanitari. Proprio tra questi ultimi si registra una delle più basse adesioni. In generale in epoca post Covid si è sviluppata un’“esitanza vaccinale” alimentata da anni di comunicazione confusa, soprattutto durante la pandemia. Eppure, secondo un recente studio, con la copertura vaccinale ogni cittadino risparmierebbe 110 euro.
Le farmacie in prima linea
Un passo avanti importante è rappresentato dal coinvolgimento delle farmacie, oggi abilitate a somministrare il vaccino. Un passo avanti che mette in linea con altri Paesi europei, come la Francia, che già lo fanno da tempo.
Il pieno coinvolgimento di medici di medicina generale e pediatri è ritenuto fondamentale per aumentare la copertura.
"Oltre a ciò, le Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) - dichiara Paolo Morato, Referente Area Vaccini FIMMG Piemonte - potranno svolgere un ruolo fondamentale nel coordinare e potenziare l’attività vaccinale, favorendo l’organizzazione condivisa delle sedute, la gestione integrata dei pazienti e la promozione di una più ampia adesione alla campagna”,
700mila dosi nelle prime due settimane
"In Piemonte la campagna è partita con grande partecipazione - , spiega Federico Riboldi, Assessore alla Sanità, Regione Piemonte - con oltre 700 mila dosi già somministrate nelle prime due settimane. Continuiamo a investire sui vaccini e a promuovere un accesso omogeneo e capillare in tutto il territorio. Vaccinarsi significa proteggere se stessi, chi ci sta vicino e contribuire a un sistema sanitario più equo, efficace e sostenibile”
L’obiettivo resta quello di raggiungere almeno il 75% nei soggetti fragili. Nell’ultimo anno sono state somministrate 815.781 dosi di vaccino. La copertura negli over 65, stando ai dati aggiornati a fine settembre sulla stagione 2024-2025, è del 51,7%. La soglia non solo sanitaria, ma anche economica e sociale, è ancora lontana.





