Economia e lavoro - 31 dicembre 2025, 07:00

D.Lgs. 41/2024 e gioco pubblico: come la nuova normativa impone la svolta Omnichannel

Il quadro normativo del gioco d’azzardo pubblico e legale italiano è in costante aggiornamento come dimostra il D.Lgs. 41/2024.

D.Lgs. 41/2024 e gioco pubblico: come la nuova normativa impone la svolta Omnichannel

Uno dei contesti regolatori più complessi e avanzati per il gioco pubblico europeo è senza dubbio quello italiano. Il mercato del nostro Paese sta infatti diventando un banco di prova per qualsiasi operatore, soprattutto per coloro che vogliono tentare la strada della strategia omnichannel.

Con il D.Lgs. 41/2024, che disciplina il riordino del gioco online, il legislatore ha introdotto una serie di vincoli che non si limitano a orientare le policy commerciali, ma incidono in modo diretto e profondo sull’architettura tecnica dei sistemi dei concessionari. Cerchiamo di capire in che modo.

Dai PVR ai controlli sulle transazioni

Il decreto non chiede semplicemente “buone pratiche”, ma impone requisiti funzionali che devono essere tradotti in codice, infrastruttura e processi. Un esempio emblematico è il limite di 100 euro settimanali per le ricariche in contanti effettuate presso i Punti Vendita Ricariche. Non si tratta di un tetto indicativo o di una soglia gestita ex post tramite controlli amministrativi, ma una regola che deve essere rispettata in tempo reale. Il backend del concessionario è obbligato a implementare meccanismi di controllo capaci di bloccare automaticamente qualsiasi tentativo di superamento della soglia mentre ogni terminale PVR deve essere costantemente connesso al database centrale del concessionario e operare in modalità sincrona.

Prima di autorizzare una ricarica, il sistema deve interrogare lo storico delle transazioni dell’utente sugli ultimi sette giorni, calcolati con logica rolling. Se la somma delle ricariche in contanti supera i 100 euro, la transazione viene rifiutata a livello di protocollo. Un requisito che può sembrare semplice ma che rappresenta in realtà uno stress test significativo per l’affidabilità delle infrastrutture IT. Il decreto impone poi l’utilizzo esclusivo di strumenti di pagamento tracciabili intestati al titolare del conto di gioco. Quindi il sistema del concessionario deve essere in grado di verificare che la carta o il metodo di pagamento utilizzato sia effettivamente riconducibile all’identità del giocatore, grazie a integrazioni API con circuiti bancari e servizi di Open Banking, che consentono controlli puntuali ma richiedono elevati standard di sicurezza, gestione delle identità e protezione dei dati.

Una scossa definitiva contro il gioco illegale

I casino online italiani che in passato consentivano l’utilizzo di carte prepagate anonime o facilmente trasferibili risultano incompatibili con il nuovo quadro normativo e sono, di fatto, fuori legge. Il decreto accelera così il processo di razionalizzazione tecnologica che favorisce piattaforme integrate e progettate secondo logiche di compliance by design. Una novità a livello regolatorio che si inserisce in un contesto di mercato particolarmente delicato. Il gioco illegale in Italia resta un fenomeno di dimensioni rilevanti: le stime parlano di circa 25 miliardi di euro di volume annuo intercettato da piattaforme non autorizzate. Per gli operatori legali, l’omnichannel non è quindi solo una scelta strategica, ma uno strumento competitivo fondamentale per contrastare il nero. Un’esperienza utente fluida, pagamenti rapidi, integrazione tra fisico e digitale e garanzie di tutela offerte dal circuito regolamentato diventano leve decisive per trattenere il giocatore all’interno del perimetro legale.

Allo stesso tempo, l’aumento dei costi concessori e degli oneri di compliance ha innalzato in modo significativo le barriere all’ingresso. Il mercato è destinato a una fase di consolidamento, in cui solo gli operatori dotati di infrastrutture tecnologiche robuste, scalabili e pienamente compliant riusciranno a sostenere i costi e a rimanere competitivi. Per questo la novità normativa del D.Lgs. 41/2024 sarà uno stress test fondamentale per il futuro del gambling italiano.







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I.P.

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