Carmagnola - 08 gennaio 2026, 17:10

Un cardigan rosso, una bambola, un libro: i desideri che accendono il Natale degli anziani

Nelle Rsa torinesi il progetto “Nipoti di Babbo Natale” trasforma piccoli regali in relazioni vere

Una tutina per una bambola amata, un libro di parole intrecciate per tenere viva la mente, un cardigan rosso per sentirsi ancora se stesse. Nelle residenze per anziani Sereni Orizzonti "Il Faggio" di Carmagnola, "Le Ninfee" di San Gillio e "Le Magnolie" di Settimo Vittone, il progetto "Nipoti di Babbo Natale" - promosso dalla Onlus "Un sorriso in più" - ha dato vita a storie di straordinaria umanità, dimostrando come l'ascolto dei desideri possa trasformarsi in un potente strumento di welfare comunitario.

Alla residenza "Le Ninfee", una storia in particolare commuove per la sua delicatezza. Nonna Piera, 85 anni, è profondamente legata alla sua bambola Florina, a cui si dedica con l'amore e la cura che si riservano alle persone care. Il suo desiderio? Una tutina natalizia per la sua Florina, trattata come una figlia. Carmen, da Torino, ha accolto questa richiesta con la sensibilità che merita, riconoscendo in quel desiderio non un capriccio ma un legame affettivo autentico, degno di rispetto e attenzione. Ma le storie della struttura di San Gillio non si fermano qui. Elvira, 95 anni, ha ricevuto un cardigan rosso - un colore che parla di vitalità e carattere. Wilma, 83 anni, ha chiesto un cofanetto di crema e detergente per continuare a prendersi cura di sé, per sentirsi bella: un desiderio che ricorda come l'attenzione al proprio aspetto non sia vanità, ma espressione di dignità personale e amor proprio.

Alla residenza "Il Faggio" di Carmagnola, la storia di Antonietta testimonia la bellezza degli incontri intergenerazionali. Il suo desiderio era chiaro: un libro di parole intrecciate, il suo hobby preferito, un modo per tenere allenata la mente e trascorrere il tempo con piacere. A esaudire il suo desiderio è stata Alessia, giovanissima "nipote" che non solo ha scelto il libro giusto, ma ha voluto conoscere Antonietta attraverso una videochiamata. Un incontro che ha permesso a due generazioni lontane di dialogare, scoprirsi, costruire un legame. Perché il vero valore del progetto sta proprio in questo: non è solo la consegna di un oggetto, ma la creazione di una relazione, anche se breve, che fa sentire entrambe le persone coinvolte parte di qualcosa di più grande.

A “Le Magnolie” di Settimo Vittone Giuseppe ha ricevuto un kit per riparare il suo pc da Sofia, infermiera che lavora all’estero; Filomena un orologio da parte di Morgan, entrambi molto commossi durante la videochiamata in cui si sono conosciuti, e ancora Edda a cui Margherita da Pinerolo ha portato i canestrelli di Borgofranco d’Ivrea, da condividere con gli altri ospiti. 

Moltissimi altri hanno ricevuto doni personalizzati, ciascuno calibrato sui bisogni e desideri individuali, in un lavoro di ascolto paziente e attento coordinato con dedizione dalle operatrici delle strutture, Francesca, Anastasia e Loredana, che hanno svolto un lavoro prezioso fatto di attenzione ai dettagli e sensibilità verso le persone. L’iniziativa i "Nipoti di Babbo Natale" si conferma così strumento efficace per contrastare la solitudine degli anziani e per costruire reti di solidarietà territoriale. 

Ogni dono racconta una storia, in un'epoca in cui l'invecchiamento della popolazione rappresenta una sfida sociale sempre più urgente, iniziative come questa indicano una strada possibile: quella della cura comunitaria, dove ciascuno può contribuire con piccoli gesti a fare la differenza nella vita degli ospiti delle residenze sanitarie. 
 

Comunicato stampa

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