Era stato rubato alcuni mesi fa, ma da oggi è tornato al suo posto. Si tratta del defibrillatore che alcuni malintenzionati avevano sottratto alla farmacia Madonna delle Rose, che si trova proprio all'angolo tra piazza Galimberti e via Tunisi. La sparizione era stata denunciata questa estate, ma dopo il ritrovamento ora è stato ricollocato nella sua posizione originale, da dove tornerà a vigilare sulla salute e sulla sicurezza delle persone della zona. Alla piccola cerimonia hanno preso parte anche il presidente della Circoscrizione 8, Massimiliano Miano e alcuni rappresenanti della Polizia Locale.
Non il primo caso del genere
Non si è trattato nemmeno del primo episodio di questo genere: il defibrillatore, installato nel 2017 e dedicato alla memoria di Lorenzo Greco (ragazzo della zona morto a 14 anni) era già stato rubato nel gennaio 2020 e poi ritrovato dalla Polizia. Il defibrillatore era stato installato alla disponibilità della Farmacia Madonna delle Rose con i fondi raccolti dall’Associazione Commercianti e aveva contribuito anche il nonno di Lorenzo.
In questo caso, la bella notizia coincide con l'inizio del decimo anno di fondazione dell’Associazione Cuore e Rianimazione. “L’appello al buon senso e alla sensibilità dei cittadini lanciato a giugno e a chi aveva perpetrato il furto di uno strumento che può salvare delle vite, unito all’impegno delle forze dell’ordine oggi viene premiato con il riposizionamento nella sua teca”, ha sottolineato Marcello Segre, presidente dell’Associazione Italiana Cuore e Rianimazione Lorenzo Greco Onlus. “Forse le Feste hanno contribuito a ripensare al gesto vigliacco che aveva sottratto uno strumento che può salvare delle vite in caso di arresto cardiaco e quindi a farlo ritrovare per strada nei pressi del Comando della Polizia Locale nei giorni prima di Natale. Per fortuna - ha precisato Segre -: lo strumento non ha subito danni rilevanti, dopo un controllo tecnico e la sostituzione di elettrodi e batteria è stato rimesso in funzione. Ringrazio le Forze dell’Ordine per il loro impegno e per la vicinanza e collaborazione ai progetti di prevenzione cardiaca anche con l’utilizzo in caso di emergenza dei defibrillatori pubblici e sui loro mezzi”.
Cinque furti in dieci anni
“Dei 5 furti subiti in dieci anni su oltre 600 defibrillatori donati e installati a Torino e in Piemonte solo due non sono stati ritrovati. Simili atti - ha concluso Marcello Segre - non ci hanno mai fatto intimorire o rallentare l’installazione di strumenti pubblici salva vita. Continueremo nella nostra opera di divulgazione dei gesti salva vita nelle scuole e ovunque richiesti oltre che a continuare a cardioproteggere luoghi pubblici. Confidiamo anche in un inasprimento delle pene per chi sottrae e commercializza abusivamente strumenti salva vita in quanto i defibrillatori nel Codice penale devono essere ricompresi chiaramente nei beni destinati a pubblica utilità, senza la cui presenza potrebbero portare a morte certa”.





