La procura di Torino ha preparato la richiesta di rinvio a giudizio per John Elkann e per il commercialista Gianluca Ferrero nell'ambito dell'inchiesta che ruota intorno all'eredità Agnelli, che di recente ha visto spuntare fuori anche un nuovo testamento dell'Avvocato.
Il no del gip all'archiviazione
Si tratta - come sottolinea l'agenzia di stampa Ansa - della cosiddetta 'imputazione coatta' ordinata dal gip che aveva parzialmente respinto la richiesta di archiviazione.
Presunti illeciti fiscali
Sono stati messi a punto due capi d'accusa relativi a presunti illeciti fiscali che il giudice, a differenza di quanto ipotizzato dai pm, ha ritenuto non assorbiti dal reato di truffa. Si renderà ora necessario un passaggio all'udienza preliminare, dove la procura, se decidesse di non doversi discostare dall'ipotesi di lavoro iniziale, potrebbe chiedere il 'non luogo a procedere'.
La richiesta di messa alla prova
Nel filone principale dell’indagine, Elkann ha versato all’Agenzia delle Entrate 183 milioni di euro per ottenere il parere favorevole della procura alla messa alla prova, che estinguerebbe l’accusa di truffa ai danni dello Stato in relazione alle imposte e alla tassa di successione pr oltre un miliardo non pagate sul patrimonio della nonna Marella Caracciolo, vedova dell’avvocato Agnelli.
"Si tratta di un atto dovuto, ampiamente atteso dopo la decisione assunta dal gip lo scorso dicembre, contro il quale abbiamo peraltro presentato ricorso in Cassazione”: così i legali che difendono John Elkann in merito alla notizia rilanciata oggi nell’ambito dell’inchiesta sull’eredità Agnelli. “Ribadiamo che le accuse mosse a John Elkann sono prive di qualsiasi fondamento", sottolineano ancora gli avvocati.





